Frasso Telesino-Melizzano, la tragedia del 1943: tre vittime, una sopravvissuta

Nuovi elementi dalla testimonianza di Italia D’Amico ricostruiscono con precisione il dramma familiare dell’autunno del 1943 e chiariscono la presenza dei nomi sui monumenti commemorativi dei due comuni

20 settembre 2026 09:54
Frasso Telesino-Melizzano, la tragedia del 1943: tre vittime, una sopravvissuta -
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Un nuovo, importante tassello si aggiunge al lavoro di ricostruzione storica promosso in vista dell’istituenda Giornata della Memoria e delle Radici. Grazie alla testimonianza diretta di Italia D’Amico, figlia della sopravvissuta Teresina Pierina Viscusi, l’Archivio Storico ha potuto ricostruire con maggiore precisione il dramma familiare consumatosi a Vico Lenza nell’autunno del 1943, facendo chiarezza anche sulla presenza dei nomi delle vittime nei monumenti commemorativi di Frasso Telesino e Melizzano.

Il ritorno dalla fuga e il crollo dell’abitazione

Erano gli anni drammatici della guerra e, dopo gli eventi dell’8 settembre 1943, il territorio viveva una fase di grande caos e pericolo.

Fu proprio in questo contesto che Americo Viscosi, 25 anni, giovane militare e sposato da poco, fece ritorno in paese «di fuga», nel tentativo di ricongiungersi alla moglie e alla propria famiglia.

A Vico Lenza, tuttavia, la tragedia arrivò improvvisa. Durante i bombardamenti che colpirono il centro abitato di Frasso Telesino, l'abitazione nella quale si trovava la famiglia crollò, travolgendo le persone presenti.

Sotto le macerie persero la vita tre persone:

  • Americo Viscosi, 25 anni, giovane militare;

  • Giovanna D’Amico, 53 anni, madre di Teresina Pierina e suocera di Americo;

  • Italia Viscusi, 16 anni, sorella minore di Teresina Pierina.

Dalla tragedia emerse invece una sola sopravvissuta: Teresina Pierina Viscusi, che all'epoca aveva 22 anni e che in paese sarebbe stata ricordata affettuosamente come “Zi’ Teresa”.

Estratta viva dalle macerie, Teresina riportò gravi conseguenze fisiche, tra cui la frattura di un arto inferiore e lesioni permanenti che ne segnarono per sempre la vita.

Due monumenti, una stessa tragedia

La nuova testimonianza ha inoltre consentito di chiarire un aspetto della memoria pubblica che per anni poteva apparire difficile da comprendere: perché i nomi delle vittime della stessa tragedia risultino oggi distribuiti tra i monumenti commemorativi di due comuni.

La spiegazione risiede nelle appartenenze anagrafiche delle vittime.

Sul Monumento di Melizzano compare il nome di Americo Viscosi, inserito tra le vittime civili di guerra del comune. Americo era infatti l'unico componente del nucleo familiare ad avere la residenza anagrafica a Melizzano.

Sul Monumento di Frasso Telesino, invece, sono riportati i nomi di Giovanna D’Amico e Italia Viscusi, formalmente registrate tra le vittime civili di guerra della comunità frassese.

Una distinzione amministrativa che oggi consente di ricostruire con maggiore esattezza anche la geografia della memoria.

La storia di una famiglia diventa memoria condivisa

La tragedia, infatti, si consumò interamente a Vico Lenza, nel territorio di Frasso Telesino, ma i nomi delle vittime furono successivamente legati ai rispettivi comuni di appartenenza anagrafica.

Un particolare che, grazie alla testimonianza di Italia D’Amico, trova ora una spiegazione più precisa e restituisce un quadro storico e anagrafico coerente.

Tre vite spezzate, una sopravvissuta e una famiglia segnata per sempre dalla guerra. Una vicenda privata che, a distanza di oltre ottant'anni, torna così a far parte della memoria collettiva.

Frasso Telesino e Melizzano condividono, attraverso quei nomi incisi nella pietra, il ricordo della stessa tragedia. Due monumenti diversi raccontano dunque un'unica storia: quella di una famiglia travolta dalla guerra e di una comunità che ancora oggi ne conserva la memoria.

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