FIMMG Avellino: «Vaccini, servono investimenti e medicina territoriale»
Case della Comunità, vaccinazioni e screening: FIMMG Avellino chiede servizi integrati, più risorse e un ruolo centrale per i medici di famiglia.
La prevenzione sanitaria nelle aree interne passa attraverso investimenti, organizzazione e integrazione dei servizi. È questo il messaggio del Direttivo provinciale FIMMG Avellino, che interviene sulle dichiarazioni del consigliere regionale Enzo Alaia relative alla mancata distribuzione dei vaccini antinfluenzali alle farmacie delle province di Avellino e Benevento.
La FIMMG condivide la necessità di rendere la prevenzione sempre più accessibile ai cittadini, soprattutto nei territori interni, dove le distanze dai presidi sanitari e la carenza di professionisti rappresentano criticità significative. Tuttavia, sottolinea il sindacato, la capillarità dei servizi non può essere l'unico parametro di valutazione: occorre garantire anche appropriatezza clinica, sicurezza e integrazione con la rete assistenziale.
Vaccinazioni, al centro la sicurezza del paziente
«La vaccinazione è un atto sanitario, non una semplice somministrazione», evidenzia il Direttivo provinciale. Un percorso che richiede valutazione clinica, raccolta anamnestica, verifica delle controindicazioni e attenzione alle possibili reazioni avverse, anche gravi, seppure rare.
Aspetti particolarmente rilevanti per anziani, pazienti cronici, fragili e immunocompromessi. In questo contesto, il medico di medicina generale svolge una funzione fondamentale grazie alla conoscenza diretta e continuativa dei propri assistiti, della loro storia clinica, delle patologie e delle terapie in corso.
Una relazione che consente di contribuire alla scelta del vaccino più appropriato e del momento più opportuno per la somministrazione, nel rispetto delle raccomandazioni e delle indicazioni vigenti.
Per FIMMG Avellino, quindi, la prevenzione vaccinale efficace non può limitarsi alla disponibilità del vaccino o all'aumento dei punti di somministrazione, ma deve assicurare le migliori condizioni di appropriatezza e sicurezza. Il medico di famiglia non è un semplice esecutore di prestazioni, ma un professionista che conosce il paziente, valuta i fattori di rischio e garantisce continuità assistenziale.
Case della Comunità, investire per rafforzare i servizi
Un altro nodo centrale riguarda le Case della Comunità, che secondo la FIMMG devono diventare luoghi pienamente operativi di integrazione tra medicina generale, specialistica, assistenza infermieristica e servizi di prevenzione.
Per raggiungere questo obiettivo, il sindacato ritiene indispensabili personale, risorse adeguate e programmi strutturati di prevenzione oncologica e non oncologica, screening, profilassi vaccinale e percorsi dedicati ai pazienti cronici e fragili.
«Le Case della Comunità devono rafforzare la medicina generale, non sostituirla», è la posizione espressa dal Direttivo provinciale, che riconosce anche alle farmacie la possibilità di contribuire alla rete della prevenzione, nel rispetto delle competenze e delle disposizioni vigenti.
La questione, precisa la FIMMG, non deve trasformarsi in una contrapposizione tra professionisti sanitari. L'obiettivo è costruire una rete coordinata e complementare, nella quale ciascuno operi secondo le proprie competenze e il cittadino rimanga al centro dell'assistenza.
Screening e prevenzione, serve una rete organizzata
La distribuzione dei vaccini e dei kit per gli screening rappresenta soltanto una parte di un sistema di prevenzione efficace. Servono anche informazione, individuazione delle persone da coinvolgere, valutazione clinica, adesione ai programmi, presa in carico e continuità dei percorsi assistenziali.
Per questo FIMMG Avellino richiama l'attenzione sulle criticità che ancora ostacolano il pieno sviluppo della sanità territoriale: la carenza di medici, il completamento delle Case della Comunità, il potenziamento degli screening e una maggiore integrazione tra i diversi professionisti.
Si tratta di attività che la medicina generale svolge quotidianamente e che, secondo il sindacato, devono essere sostenute e valorizzate attraverso una programmazione concreta e risorse adeguate.
L'appello alle istituzioni
La FIMMG Avellino si dichiara disponibile a collaborare con le istituzioni regionali e aziendali per migliorare l'offerta sanitaria, chiedendo però che alle dichiarazioni seguano interventi concreti e un'organizzazione realmente integrata dei servizi.
Rivolgendosi direttamente al consigliere regionale Enzo Alaia, il Direttivo provinciale sottolinea che la vera sfida non consiste nello stabilire quale struttura debba ricevere per prima i vaccini, ma nel costruire una sanità territoriale capace di garantire assistenza a tutti i cittadini, senza lasciare soli i professionisti.
La priorità, conclude la FIMMG, è rafforzare il ruolo del medico di medicina generale, rendere pienamente funzionali le Case della Comunità e implementare la prevenzione oncologica e non oncologica.
Perché la prossimità sanitaria non si misura soltanto dal numero dei punti di erogazione, ma dalla presenza di professionisti, dalle competenze disponibili, dalla continuità delle cure e dalle risorse investite.
«La prevenzione è un diritto. La sicurezza delle cure è un dovere. Il medico di famiglia è una risorsa centrale per garantire entrambe».
Il Direttivo provinciale FIMMG Avellino