Nuove opportunità

Fico Bianco del Cilento DOP, svolta storica

Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la modifica del disciplinare di produzione. La DOP non sarà più riservata soltanto ai fichi essiccati, ma tutelerà anche quelli freschi interi e maturi surgelati.

03 novembre 2026 10:05
Fico Bianco del Cilento DOP, svolta storica -
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La denominazione di origine protetta si estende anche ai fichi freschi interi, affiancandoli ai tradizionali fichi essiccati. La modifica del disciplinare di produzione è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 255 del 2 novembre 2026 e apre nuove prospettive per la filiera agricola cilentana.

Il provvedimento rappresenta un passaggio importante per la valorizzazione di una delle eccellenze agroalimentari del territorio. Finora, infatti, il Fico Bianco del Cilento poteva utilizzare la denominazione DOP soltanto nella versione essiccata, mentre il prodotto fresco veniva commercializzato senza poter beneficiare dello stesso riconoscimento.

«È il risultato di un lungo percorso istruttorio condotto dal Consorzio di Tutela – spiega il presidente Manlio De Feo – che ha fatto valere una verità semplice: prima di diventare secco, il Fico Bianco del Cilento è un frutto fresco, della stessa varietà, la Dottato, e dello stesso territorio».

Il nuovo disciplinare comprende quindi due tipologie: fichi freschi interi e fichi essiccati, interi o aperti. Sono inoltre previste specifiche caratteristiche qualitative per il prodotto fresco, tra cui un grado zuccherino compreso tra 20 e 25 gradi Brix e un massimo di 35 frutti per chilogrammo.

Tra le novità figura anche la possibilità di commercializzare i fichi maturi surgelati interi, in confezioni fino a 20 chilogrammi. Una soluzione che potrebbe favorire la disponibilità del prodotto durante tutto l'anno e ampliare le opportunità per pasticceria, gelateria, ristorazione e industria alimentare.

Il disciplinare interviene anche sui fichi secchi farciti, portando fino al 20% la quota degli ingredienti utilizzati per il ripieno, purché provengano dall'area di produzione. Per l'etichettatura diventano obbligatori il simbolo europeo DOP e il logo della denominazione.

Le modifiche sono state pubblicate in Gazzetta Ufficiale. Il Ministero dovrà ora procedere con il provvedimento di approvazione e la comunicazione alla Commissione europea.

Nuove opportunità per i produttori

L'estensione della DOP al prodotto fresco potrebbe avere ricadute positive sul reddito delle aziende agricole. A sottolinearlo è Antonio Costantino, presidente di Confagricoltura Salerno, secondo cui la certificazione consentirà ai produttori di valorizzare economicamente un prodotto che finora veniva venduto senza il riconoscimento della denominazione.

La commercializzazione del fico fresco permetterebbe inoltre alle aziende di ottenere liquidità già durante il periodo estivo, senza attendere i tempi dell'essiccazione e della lavorazione. Ulteriori prospettive potrebbero arrivare dai mercati della grande distribuzione e dall'export, dove il marchio europeo rappresenta un elemento di riconoscibilità.

Secondo Costantino, una maggiore redditività potrebbe anche incentivare la cura e il reimpianto dei ficheti, contribuendo a contrastare l'abbandono delle campagne e a favorire il ricambio generazionale.

Finanziamento di 90mila euro per un progetto sull'intelligenza artificiale

Parallelamente, il Consorzio di Tutela ha ottenuto dal Ministero dell'Agricoltura un finanziamento di 90mila euro per un progetto di ricerca presentato lo scorso gennaio.

L'iniziativa punta a sviluppare un sistema automatizzato, basato sull'intelligenza artificiale, per il riconoscimento e la certificazione delle piante e dei frutti, con l'obiettivo di migliorare la classificazione e rendere più affidabili i controlli di qualità.

Il progetto prevede anche attività formative rivolte al Consorzio e agli operatori della filiera, per favorire l'utilizzo autonomo delle nuove tecnologie.

Per il Fico Bianco del Cilento DOP si apre dunque una fase di nuove prospettive, tra ampliamento della denominazione, innovazione tecnologica e possibilità di valorizzazione commerciale di un prodotto profondamente legato all'identità agricola del territorio.

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