Fatture false e riciclaggio: maxi sequestro da 21 milioni di euro
La Guardia di Finanza smantella un sistema di riciclaggio internazionale basato su fatture false nel settore dei rottami.
I militari del Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, coordinati dalla Sezione Criminalità Economica della Procura di Napoli, hanno eseguito un sequestro preventivo di oltre 21 milioni di euro nei confronti di 16 società e dei loro rappresentanti legali, indagati per emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti legate a un sistema di "underground banking".
L’operazione affonda le sue radici nelle indagini avviate sul finire del 2024 a seguito delle anomalie finanziarie riscontrate sul conto corrente di un acconciatore napoletano, dai cui accertamenti è emersa una rete illecita di 31 indagati operanti tra Campania, Lombardia ed Emilia-Romagna. Il meccanismo fraudolento prevedeva l'emissione di fatture false per oltre 100 milioni di euro da parte di società "cartiere", usate come schermo per monetizzare bonifici e restituire contante al netto di una commissione, garantendo così vantaggi fiscali alle aziende utilizzatrici e la riimmissione illecita di liquidità nei circuiti finanziari.
Il flusso di denaro sporco ha travalicato i confini nazionali con il trasferimento all'estero di circa 134 milioni di euro verso conti correnti situati in Germania, Irlanda, Cina, Danimarca e in altri paesi europei quali Spagna, Lussemburgo, Bulgaria, Belgio e Paesi Bassi. Le società fantoccio coinvolte presentavano netti indicatori di rischio, tra cui l'assenza di sedi operative reali, la mancanza di mezzi e dipendenti, l'incoerenza delle attività dichiarate e una vita operativa estremamente ridotta.
Le misure cautelari patrimoniali, disposte dal G.I.P. del Tribunale di Napoli ed eseguite con il supporto dei Comandi Provinciali di diverse città italiane, costituiscono la naturale prosecuzione di un'ampia inchiesta che già nello scorso gennaio aveva portato all'arresto di cinque persone. La Procura specifica comunque che il provvedimento si colloca nell'ambito delle indagini preliminari e che per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza fino all'eventuale condanna definitiva.
Fact Check
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Verificato il: 22 luglio 2026