Emergenza idrica in Irpinia e Sannio: territori abbandonati e il peso dei silenzi politici

L’assenza di programmazione e il piano ferie privano i Comuni di tecnici e punti di riferimento nel momento più caldo dell'anno.

16 agosto 2026 18:04
Emergenza idrica in Irpinia e Sannio: territori abbandonati e il peso dei silenzi politici -
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La situazione del servizio idrico nei nostri Comuni è ormai diventata insostenibile. Da tempo amministratori e cittadini fanno i conti con continue interruzioni della fornitura, gravi difficoltà operative, reti distributive in sofferenza e un sistema che troppo spesso costringe i Sindaci a rincorrere le emergenze anziché poter contare su un servizio realmente organizzato ed efficiente. Ora, proprio in una delle fasi più delicate dell’anno, si aggiunge la collocazione in ferie della quasi totalità dei dipendenti tecnici che rappresentavano il riferimento diretto di diversi Comuni e l'operatività fattiva che reggeva la gestione e l'approvvigionamento nei territori, si legge nella nota di Mauro De Ieso Sindaco di Pago Veiano.

Sia chiaro che le ferie sono un diritto sacrosanto dei lavoratori e nessuno intende metterlo in discussione. Quello che si contesta fermamente è la gestione organizzativa. Se c’erano ferie arretrate da smaltire, era preciso dovere dell’azienda predisporre per tempo un adeguato piano di sostituzioni e reperibilità che garantisse comunque a ogni Comune un tecnico di riferimento per le quotidiane aperture e chiusure delle reti, la riparazione dei guasti e la gestione delle emergenze. Non si può giungere nel cuore dell’estate, con una rete idrica già in forte affanno, e lasciare i territori completamente privi di un’organizzazione adeguata.

A questo punto una domanda politica appare inevitabile. Dove sono il Partito Democratico, il centrosinistra e le forze politiche che in questi anni hanno sostenuto e difeso le scelte di Alto Calore sulla gestione del servizio idrico? Dove sono finiti quelli che erano sempre pronti a rivendicare risultati e a difendere questo fallimentare modello? Oggi servono risposte chiare, non silenzi di comodo. Chi ha sostenuto questa governance deve avere il coraggio di uscire allo scoperto e spiegare ai cittadini cosa sta accadendo, quale piano sia stato predisposto per garantire la continuità del servizio e perché i sindaci debbano ancora una volta trovarsi soli davanti ai problemi. Si tratta di criticità e carenze d'acqua che non sono certo causate dai Sindaci né dalle Amministrazioni locali, le quali in diversi casi si sono perfino dovute sostituire alla totale assenza di Alto Calore Servizi per riparare perdite segnalate da mesi.

Lo stesso discorso vale per chi, nell’area politica che fa riferimento a Clemente Mastella, ha avuto e continua ad avere un ruolo importante negli equilibri istituzionali del Sannio. Sull’acqua non possono esistere convenienze politiche o silenzi di circostanza, né si possono utilizzare i propri riferimenti nei comuni per far dire stupidaggini o mischiare le carte delle responsabilità in base alla collocazione nelle amministrazioni locali. Il dramma della carenza della fornitura idrica e della gestione complessiva della distribuzione ha responsabilità chiare e tutte in capo a chi ha gestito e gestisce un carrozzone sull'orlo del fallimento chiamato Alto Calore Servizi Spa, un'entità che ha smesso da tempo di essere quel consorzio che doveva essenzialmente garantire la fornitura di un bene primario ai cittadini dell'Irpinia e del Sannio.

Su un servizio essenziale come l’acqua servono programmazione, presenza, responsabilità e trasparenza. I cittadini non chiedono clientele, appartenenze o giochi di potere, chiedono acqua e servizi. E quando i servizi non arrivano, chi governa e chi sostiene le scelte deve assumersene la piena responsabilità politica. Troppi silenzi hanno accompagnato questi troppi disagi: è finalmente giunto il momento delle risposte.

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