Elezioni Provincia, il colpo di mano di Buonopane ferisce la democrazia

Tra ritardi ingiustificabili e un calendario elettorale assurdo, il Presidente Rizieri Buonopane trascina l’ente in una crisi di legittimità senza precedenti.

27 aprile 2026 12:51
Elezioni Provincia, il colpo di mano di Buonopane ferisce la democrazia -
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Il 19 dicembre 2025, data naturale di scadenza del mandato di Rizieri Buonopane, avrebbe dovuto segnare il momento della transizione democratica per la Provincia, ma il Presidente ha preferito procrastinare l'appuntamento con le urne in una scelta apparsa fin da subito tardiva e priva di reale giustificazione politica. Il decreto di indizione, arrivato fuori tempo massimo, ha sancito un percorso che ignora le normali dinamiche di rappresentanza, fissando il corpo elettorale al trentacinquesimo giorno antecedente la votazione. Questa decisione cristallizza una platea di aventi diritto ormai superata, impedendo di fatto che il nuovo Presidente rifletta la reale volontà popolare emersa dal recente voto amministrativo.

Il vero nodo critico risiede nella distorsione democratica che questo meccanismo impone, privando i cittadini di una rappresentanza aggiornata e creando uno scollamento pericoloso tra il consenso territoriale e la composizione dell’organo provinciale. La scelta di ancorare il corpo elettorale a una data precedente le elezioni comunali del 24 e 25 maggio 2026 trasforma l'esercizio del voto in una formalità svuotata di significato politico, generando un potenziale deficit di legittimità che peserà come un macigno sull’operato della futura presidenza.

A completare questo quadro di disordine istituzionale si aggiunge la sovrapposizione logistica con il turno di ballottaggio delle amministrative, previsto per il 7 e 8 giugno, con l’apertura dei seggi già dal giorno 6. Questa gestione approssimativa del calendario non solo alimenta una confusione burocratica di difficile gestione per gli uffici preposti, ma conferma l’incapacità dell'attuale vertice di coordinare l'attività istituzionale con il dovuto rispetto verso i tempi della democrazia. Il risultato è un contesto caotico dove il cittadino percepisce solo l'inefficienza di un ente ormai avulso dalle dinamiche reali del territorio.

Questa operazione rischia di trasformare l'elezione in un simulacro di partecipazione, dove le regole sembrano costruite più per tutelare assetti di potere precostituiti che per garantire la corretta espressione del voto. È inaccettabile che una Provincia, pilastro fondamentale per il raccordo tra comuni e istanze locali, venga gestita attraverso forzature che ne minano la credibilità agli occhi degli elettori. Il Presidente Buonopane, con questa condotta, si assume la pesante responsabilità di aver trasformato un dovere costituzionale in un esercizio di stile che lascia l'ente in una condizione di precarietà politica davvero difficile da sanare.

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