Elezioni e Maiali: perchè siamo arrivati a questo?
Dimenticate le tessere elettorali, i programmi in PDF e le slide sui fondi del PNRR. La politica ha finalmente trovato il suo vero standard aureo, o meglio, il suo "standard suino". La notizia dell'el...
Dimenticate le tessere elettorali, i programmi in PDF e le slide sui fondi del PNRR. La politica ha finalmente trovato il suo vero standard aureo, o meglio, il suo "standard suino". La notizia dell'elettore che ha preteso un maiale in carne, ossa e grugniti in cambio del proprio appoggio elettorale non è solo un caso giudiziario: è l’avanguardia del neorealismo democratico. Per decenni ci siamo lamentati della scarsa concretezza della classe dirigente. "Promettono e non mantengono", si diceva al bar. Ma in questo caso l'elettore in questione ha deciso di abbattere il muro dell'astrazione. Perché accettare una promessa di rifacimento del manto stradale quando puoi avere 150 kg di potenziale coppa e soppressata direttamente nel giardino di casa? Il passaggio è epocale: negli anni '90 il voto di scambio si basava sul "posto fisso" (mitologia). Negli anni 2000 si è passati ai buoni pasto o alla ricarica telefonica. Oggi si torna alle origini, al settore primario. Il maiale è il nuovo Bitcoin: è tangibile, commestibile e, a differenza di molti candidati, è onesto nelle sue intenzioni.