Edilizia in Campania: il Pnrr accelera e trascina il Pil regionale

Il rapporto Ance Campania fotografa un comparto centrale per l'economia, tra la spinta delle opere pubbliche e il boom delle compravendite.

29 giugno 2026 19:00
Edilizia in Campania: il Pnrr accelera e trascina il Pil regionale -
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Il settore delle costruzioni in Campania si conferma un pilastro insostituibile per l'economia locale, incidendo oggi per il 13,4% sugli investimenti del Pil e per l'8,4% sull'occupazione. Secondo il rapporto "Scenari regionali dell'edilizia" presentato da Ance Campania e Prometeia, la regione registrerà nel 2026 una crescita degli investimenti del +5,9% in termini reali. Questa eccezionale spinta è guidata principalmente da 1.036 cantieri pubblici legati al Pnrr, una mobilitazione di risorse senza precedenti che continuerà a produrre effetti positivi anche nel 2027, sostenuta dai Comuni campani che hanno superato la media nazionale per capacità di spesa.

La locomotiva dei lavori pubblici trova un alleato importante anche nella manutenzione straordinaria delle abitazioni private, grazie alla proroga degli incentivi fiscali della legge di bilancio e a una rinnovata attenzione delle famiglie verso la sostenibilità energetica. I dati dello scorso anno evidenziano una performance straordinaria per i bandi di gara, cresciuti del 14% nel numero e del 40,2% negli importi, grazie ai progetti di potenziamento infrastrutturale e all'avvio dei fondi di coesione europei. Sul fronte del lavoro, la Commissione nazionale paritetica per le casse edili registra una sostanziale stabilità delle ore lavorate e un incremento del 2,1% dei lavoratori iscritti, segnale di un consolidamento strutturale dopo la forte accelerazione degli anni passati.

A fronte di un comparto pubblico in piena salute, il mercato immobiliare privato mostra invece un doppio binario fortemente contrastante tra nuove costruzioni e compravendite. I permessi di costruire hanno subito una brusca frenata nel comparto residenziale con una riduzione del 10,3% su base annua, che diventa ancora più pesante se sommata al crollo del 29,2% già registrato nel periodo precedente. La crisi delle nuove concessioni colpisce duramente la provincia di Benevento mentre l'area di Napoli riesce a limitare i danni, lasciando a Salerno il primato di unica provincia in controtendenza con un balzo positivo vicino al 13%.

La fame di case dei cittadini campani si è quindi riversata sul mercato dell'esistente, che fa registrare una vivacità straordinaria con circa 44mila compravendite residenziali e un incremento complessivo del 3,3%. La crescita degli scambi ha premiato soprattutto i comuni capoluogo, trainati dall'exploit di Avellino che segna un aumento in doppia cifra e dalle ottime performance della provincia di Caserta. Questo dinamismo commerciale dimostra come il mattone resti il rifugio preferito delle famiglie, che scelgono di investire nei centri urbani principali per ottimizzare le spese di gestione e garantirsi soluzioni abitative più efficienti.

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