Droga e armi in Valle Caudina: scarcerato il 26enne Hedhili

Il Gip di Avellino accoglie l'istanza dell'avvocato Fucci: il noto pregiudicato lascia il carcere dopo l'arresto in flagranza.

A cura di Redazione
23 maggio 2026 14:39
Droga e armi in Valle Caudina: scarcerato il 26enne Hedhili -
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A San Martino Valle Caudina, il ventiseienne Vincenzo Hedhili Amin è stato scarcerato dal Gip del Tribunale di Avellino. L'uomo, un noto pregiudicato originario di Montesarchio ma residente nel comune caudino, era stato arrestato in flagranza di reato dalle forze dell'ordine con le pesanti accuse di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e porto abusivo di armi. La decisione del giudice è arrivata in seguito all'istanza presentata dal suo difensore di fiducia, l'avvocato Vittorio Fucci.

L'operazione che aveva portato all'arresto del giovane era scattata dopo una serie di perquisizioni personali e domiciliari mirate. Durante il blitz, gli agenti della squadra mobile avevano rinvenuto e sequestrato cinquanta dosi di cocaina già preconfezionate e pronte per essere immesse sul mercato locale, insieme a diversi bilancini di precisione e a una significativa somma di denaro in contanti, considerata dagli inquirenti il provento dell'attività illecita. Nella stessa circostanza era stato trovato anche un fucile ad aria compressa con una potenza superiore a 7,5 Joule, una caratteristica tecnica che per la legge italiana lo assimila a tutti gli effetti a un'arma comune da sparo.

Le indagini degli inquirenti sul conto del ventiseienne erano comunque avviate già da diversi mesi prima del blitz decisivo. Nel corso dell'attività investigativa, le forze dell'ordine avevano raccolto elementi corposi a carico dell'indagato, comprese le dichiarazioni formali di numerosi acquirenti della zona, i quali avevano ammesso e descritto i dettagli delle cessioni di droga avvenute nel tempo. A incastrare il pusher c'era anche un sistema di videosorveglianza a circuito chiuso, installato per proteggere i movimenti legati allo spaccio.

La base logistica della presunta attività criminale era stata individuata in un casolare abbandonato nelle campagne di San Martino Valle Caudina. Secondo la ricostruzione dell'accusa, quella struttura isolata fungeva sia da laboratorio per il confezionamento delle dosi sia da punto di incontro sicuro in cui il giovane riceveva i clienti per concludere gli affari. Il profilo del ventiseienne era peraltro già ben noto alla giustizia per i suoi numerosi precedenti specifici, tra cui il coinvolgimento nella passata operazione antidroga denominata Piazza La Garde nel territorio di Montesarchio.

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