Domenico, la vita non è merce: il fango sui genitori è l'ultima offesa

Accusare la famiglia di "fare cassa" è un atto di sciacallaggio. La battaglia sul risarcimento al Monaldi è solo una richiesta di dignità.

01 aprile 2026 09:20
Domenico, la vita non è merce: il fango sui genitori è l'ultima offesa -
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C’è una ferita che fa ancora più male della perdita, ed è il sussurro cinico di chi, davanti a una tragedia come quella del piccolo Domenico, osa parlare di "trattativa economica". La diatriba sul risarcimento per il bimbo morto al Monaldi dopo il trapianto di cuore sta scivolando in un terreno pericoloso, dove la vittima rischia di diventare imputato agli occhi di un’opinione pubblica spesso troppo frettolosa nel giudicare.

Il risarcimento non è un guadagno, è una sanzione Bisogna avere il coraggio di dirlo chiaramente: in uno Stato di diritto, il risarcimento del danno è l’unico strumento civile per sanzionare l’errore e riconoscere il valore di ciò che è stato tolto. Chi critica la famiglia, accusandola di puntare al denaro, dimentica che dietro quelle cifre non c'è una "vincita", ma il peso di un'assenza che durerà per sempre. Chiedere un risarcimento congruo non significa dare un prezzo al figlio, ma impedire che la sua morte venga archiviata come un "incidente a basso costo".

La trappola del silenzio Se la famiglia accettasse un’offerta al ribasso o simbolica, farebbe un favore solo alle compagnie assicurative, non alla giustizia. Accettare "le briciole" significa implicitamente ammettere che quella vita, quel calvario al Monaldi e quelle presunte negligenze non siano poi così gravi. La resistenza dei genitori non è avidità, è l’ultimo atto d'amore verso Domenico: pretendere che il sistema riconosca l'entità del disastro umano che ha prodotto.

Lo sciacallaggio dei "giusti" È facile giudicare dal divano di casa, parlando di "etica" e "distacco dal denaro". Ma l'etica sta nel pretendere responsabilità. Chi oggi punta il dito contro i genitori di Domenico sta compiendo un atto di sciacallaggio morale. Non sono i genitori a "mercanteggiare", sono le tabelle fredde e i periti delle assicurazioni a farlo. La famiglia sta solo chiedendo che la bilancia della giustizia non sia truccata.

Domenico non tornerà con un bonifico, e questo i suoi genitori lo sanno meglio di chiunque altro. Ma finché la giustizia passerà attraverso i tribunali civili, il risarcimento resterà l'unica unità di misura per dire: "Ciò che è accaduto è inaccettabile". Chi confonde questa battaglia con un guadagno ha già perso la propria umanità.

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