Disastro a Zenica: L'Italia fuori dai Mondiali per la terza volta. È il fallimento di un sistema
Tre Mondiali senza Italia: non è sfortuna, è il collasso di un sistema immobile. Chi deve pagare per questo disastro? Il dibattito è aperto.
Non è un incubo, è la realtà: per la terza volta consecutiva, l'Italia guarderà i Mondiali (Canada, Messico e USA 2026) dal divano. La sconfitta di ieri sera contro la Bosnia, arrivata ai calci di rigore dopo un 1-1 logorante, non è solo un risultato sportivo umiliante: è la certificazione definitiva del fallimento totale della gestione del calcio in Italia.
La cronaca del baratro
Allo stadio Bilino Polje, l’illusione è durata solo 41 minuti. Il gol di Moise Kean al 15' sembrava aver scacciato i fantasmi, ma l'espulsione di Bastoni poco prima dell'intervallo ha cambiato tutto. Un'Italia eroica in dieci uomini ha resistito fino al 79', quando Tabakovic ha gelato Donnarumma. Poi, la lotteria dei rigori: gli errori di Pio Esposito e Cristante hanno scritto la parola fine.
Perché è il fallimento del "Sistema Italia"
Mentre il resto del mondo corre, noi continuiamo a guardare lo specchietto retrovisore di una gloria che non esiste più. I colpevoli non sono (solo) i giocatori in campo:
Governance Immobile: FIGC e Lega Serie A hanno dimostrato un’incapacità cronica nel riformare un sistema che produce debiti invece di talenti. Si parla di riforme da un decennio, ma siamo ancora fermi al palo.
Settori Giovanili al Deserto: Siamo il Paese dove i giovani sono "promesse" fino a 24 anni. Mentre all'estero i diciottenni decidono le finali, da noi i talenti marciscono in panchina o servono solo a fare plusvalenze.
Infrastrutture Obsolete: Giochiamo in stadi fatiscenti che non generano ricchezza. Senza centri sportivi all'avanguardia e stadi di proprietà, non possiamo competere con le potenze mondiali.
L'Illusione del 2021: La vittoria dell'Europeo è stata il veleno più dolce: ha coperto le crepe di un muro che stava già crollando, impedendo quel rinnovamento radicale che oggi paghiamo a caro prezzo.
Un danno economico e sociale
L'esclusione costerà oltre 100 milioni di euro tra sponsor e indotto, ma il danno peggiore è verso i bambini: un’intera generazione crescerà senza aver mai visto l’Italia giocare una partita a eliminazione diretta in un Mondiale. Stiamo uccidendo la passione.