Di Bella (ANMIL): “5 Morti sul lavoro in 24 ore. Ci associamo alle parole del Cardinale Zuppi"

“All’indomani dell’accorato e altamente significativo intervento del cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, in occasione della presentazione del libro Operaicidio di Marco Patucchi e Bruno Gior...

17 settembre 2025 13:12
Di Bella (ANMIL): “5 Morti sul lavoro in 24 ore. Ci associamo alle parole del Cardinale Zuppi" -
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“All’indomani dell’accorato e altamente significativo intervento del cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, in occasione della presentazione del libro Operaicidio di Marco Patucchi e Bruno Giordano, ci ritroviamo ancora una volta sgomenti davanti al protrarsi quotidiano dell’incessante strage che insanguina i luoghi di lavoro del nostro Paese”. È il commento del Presidente ANMIL (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del lavoro) Antonio Di Bella sull’ennesimo “martedì nero” segnato da una sequela intollerabile di morti e gravi infortuni sul lavoro. Cinque incidenti mortali in 24 ore: Jihed Selmi, operaio tunisino di 36 anni è precipitato dal tetto di un capannone a San Giuliano Milanese, lasciando la moglie e due bambini in tenera età; Davide Rao, 55 anni, dipendente di lunga esperienza di una ditta di autodemolizioni a Leinì (Torino) è rimasto schiacciato da un carro attrezzi con la marcia inserita (una trentina di colleghi di Rao, sconvolti per la morte del loro compagno ed esasperati per il reiterarsi quotidiano dei decessi in occasione lavorativa, hanno - sbagliando - aggredito una troupe Rai accorsa sul posto per dare notizia dell’incidente). Stefano Bottaro, 60 anni, è morto schiacciato da un muletto caduto da un camion durante le operazioni di carico e scarico in un’azienda di auto trasporti di Tombelle (Vignovo – Venezia). Bottaro era vedovo da poco tempo e, per fare fronte alle spese, aveva ripreso a lavorare nonostante fosse pensionato. Renzo Rao, ironia della sorte nell’omonimia con la vittima torinese, aveva 48 anni ed è morto ieri per un incidente in un cantiere del Locarnese, in Canton Ticino, mentre era alla guida di un escavatore. Rao era residente nel Verbano ed era in attesa di diventare papà per la terza volta. Infine, ma purtroppo non sarà una fine, la Procura di Ravenna ha aperto un’indagine per omicidio colposo contro ignoti per la morte, sempre ieri, di Fabio Gonelli: 62enne ribaltatosi con il trattore in un terreno di alcuni vicini a Errano di Faenza. “Cinque morti, ventiquattro ore”, continua Di Bella, “ai quali si aggiungono i gravi infortuni di un operaio investito da un furgone sulla E45 in provincia di Terni e di una lavoratrice sessantenne travolta dal muletto in un’azienda ortofrutticola a Mesagne, in provincia di Brindisi. Come dare torto al Cardinale Zuppi quando ricorda con coraggio che il nostro sistema normativo è già provvisto di leggi volte a sanare in maniera definitiva la carneficina dei nostri lavoratori ma, ancora oggi davanti all’orrore di queste liste, si continua ad incrementare di disegni di legge accessori e totalmente inefficaci”, chiede il Presidente dell’ANMIL. “Come dare torto al Presidente Cei quando sottolinea quanto queste morti siano principalmente frutto del lavoro nero, dello sfruttamento, delle irregolarità nei contratti e negli adempimenti delle norme relative alla sicurezza nella cornice ormai consolidata del senso di impunità e legittimazione che questo modus operandi consente all’intero sistema. Il neologismo Operaicidio, coniato dagli autori del libro presentato ieri davanti al Cardinale Zuppi risulta sempre più aderente alla realtà dei nostri giorni passati a piangere lavoratori che”, conclude Antonio Di Bella, “senza falsi giri di parole, appartengono quasi totalmente a quel gruppo del macro-contenitore della classe media – sociologicamente oggi dissolto – un tempo definito come classe operaia”.

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