Detenuto con cellulari a Secondigliano: assolto il 26enne R.M.

Il Tribunale di Napoli accoglie in pieno la tesi difensiva dell'avvocato Rolando Iorio: "mancano gli accertamenti sul funzionamento dei telefoni".

26 maggio 2026 21:17
Detenuto con cellulari a Secondigliano: assolto il 26enne R.M. -
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Il Tribunale di Napoli (Settima Sezione Penale) ha assolto con formula piena "perché il fatto non sussiste" il ventiseienne R.M., classe 2000, detenuto presso la casa circondariale di Secondigliano. Il giovane era finito a processo dopo essere stato trovato in possesso di due telefoni cellulari il 23 giugno 2023, durante una perquisizione avvenuta mentre svolgeva il lavoro di "spesino" all'interno della struttura carceraria. Nonostante la richiesta del Pubblico Ministero, che aveva invocato una condanna a un anno di reclusione, il giudice ha invece recepito totalmente la linea della difesa al termine di una lunga camera di consiglio.

La svolta nel processo è arrivata grazie alla strategia legale delineata dal difensore di fiducia dell'imputato, l'avvocato avellinese Rolando Iorio. Il legale è riuscito a scardinare l'impianto accusatorio sostenendo l'assoluta mancanza di qualsiasi accertamento tecnico in ordine all'effettivo funzionamento dei due dispositivi mobili e al loro reale utilizzo da parte del suo assistito. Questa lacuna investigativa ha reso impossibile dimostrare l'offensività della condotta, portando così alla caduta delle accuse.

La vicenda risale a quasi tre anni fa, quando gli agenti della polizia penitenziaria scoprirono addosso al detenuto uno smartphone Alcatel e un microtelefono L8Star, entrambi completi di caricabatterie. Il verdetto odierno stabilisce un precedente importante sulla necessità di verifiche tecniche stringenti nei reati legati all'introduzione di dispositivi di comunicazione nei penitenziari, confermando che il semplice rinvenimento dell'oggetto non è sufficiente a formulare una condanna in assenza di prove sulla sua reale capacità di comunicare.

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