Delitto Esposito: domani a Salerno l'udienza per la convalida del fermo del killer

Incastrato da impronte e celle telefoniche, il 26enne tunisino affronterà i giudici. Sul movente della brutale aggressione vige il massimo riserbo

26 luglio 2026 09:34
Delitto Esposito: domani a Salerno l'udienza per la convalida del fermo del killer -
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È prevista per domani nel carcere di Salerno l'udienza di convalida del fermo di Ridha Rahmouni, il ventiseienne tunisino accusato di aver brutalmente picchiato e dato alle fiamme mentre era ancora in vita il giornalista Luigi 'Luca' Esposito, lo scorso 19 luglio in un terreno agricolo a Eboli, in località Cioffi, al culmine di un incontro pianificato tra i due.

Gli investigatori hanno ricostruito gli ultimi momenti della vittima, delineando uno scenario in cui Esposito si sarebbe recato all'appuntamento in piena serenità, senza percepire alcun pericolo imminente. Solo poche ore prima dell'aggressione, il giornalista salernitano aveva interloquito con un collega mostrando un atteggiamento assolutamente disteso, privo di apprensioni o preoccupazioni. I riscontri tecnici indicano che i contatti telefonici tra le utenze dei due uomini erano iniziati lo scorso 28 giugno, intensificandosi in modo vertiginoso proprio tra la serata del 18 e le prime ore del 19 luglio, giorno in cui si è consumata la tragedia. L'analisi delle celle telefoniche ha confermato la compresenza dei dispositivi nel medesimo luogo, mentre le telecamere di sorveglianza della zona hanno immortalato l'indagato mentre vagava in bicicletta munito di torcia elettrica, probabilmente alla ricerca dell'esatto punto di ritrovo.

Le indagini si sono rivelate particolarmente complesse ed articolate a causa della condotta dell'aggressore, che dopo il delitto si era nascosto all'interno di un casolare isolato e di difficile accesso, situato tuttavia a breve distanza dalla scena del crimine. A incastrare definitivamente il ventiseienne, irregolare sul territorio nazionale e già destinatario di un provvedimento di rimpatrio, sono stati diversi elementi probatori schiaccianti raccolti dagli inquirenti. Tra questi figura un'impronta digitale nitida impressa sul portabagagli dell'automobile della vittima, unitamente al ritrovamento, nello stesso casolare, di alcuni oggetti personali appartenenti al cinquantatreenne, tra cui il suo telefono cellulare, un anello in oro bianco e una carta di credito prepagata.

Resta avvolta dal mistero la vita privata del giornalista, descritto da quanti lo conoscevano come una persona strettamente riservata e incline a scindere con vigore la sfera professionale dagli affetti personali. Nemmeno gli amici più cari, i collaboratori stretti o i familiari erano a conoscenza delle sue frequentazioni o dell'esistenza di contatti con il giovane tunisino, noto anche con l'alias di Amed Jamal. Parecchi interrogativi rimangono aperti anche sulla figura di "Simona", la presunta moglie o compagna spesso citata da Esposito nei suoi racconti ma mai conosciuta direttamente da alcuno dei suoi conoscenti.

Sulle motivazioni profonde che hanno scatenato la ferocia devastante dell'aggressore vige attualmente il più stretto riserbo da parte degli organi inquirenti, intenti a completare il quadro indiziario. Ciò che appare drammaticamente accertato è la spietata crudeltà dell'atto omicidario: Esposito è stato dapprima aggredito e percosso con inaudita violenza, e successivamente dato alle fiamme quando era ancora cosciente. Domani il giudice per le indagini preliminari sarà chiamato a pronunziarsi sulla convalida del fermo dell'indagato, segnando un passaggio giudiziario cruciale per fare piena luce su un delitto che ha profondamente sconvolto l'intera comunità salernitana.

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