Delitto a Eboli: l'enigma della doppia vita di Luca Esposito

Bruciato in campagna dopo un brutale pestaggio, ma la pista professionale è esclusa. Omicidio o appuntamento con la morte?

22 luglio 2026 07:23
Delitto a Eboli: l'enigma della doppia vita di Luca Esposito -
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L'autopsia sul corpo di Luigi "Luca" Esposito, il giornalista di 53 anni trovato carbonizzato la notte tra sabato e domenica ad Eboli, ha confermato la spietata violenza dell'aggressione. Gli inquirenti della Procura di Salerno, coordinati da Raffaele Cantone, cercano ora di ricostruire gli ultimi spostamenti dell'uomo per dare un nome al suo assassino.

I rilievi medico-legali condotti dal dottor Gabriele Casaburi rivelano un quadro drammatico, segnato da un brutale pestaggio con numerose fratture ossee inflitte prima che il corpo venisse dato alle fiamme. In queste ore i sommozzatori dei Carabinieri stanno setacciando i corsi d'acqua adiacenti alla scena del crimine per recuperare l'arma del delitto o altri elementi utili. L'area dell'aggressione, del tutto isolata e priva di impianti di videosorveglianza, lascia sul terreno soltanto una macchia nera di bruciato e pochi fiori depositati da chi lo conosceva.

Mentre gli investigatori escludono con certezza un legame tra l'omicidio e l'attività nel giornalismo sportivo, l'attenzione si sposta interamente sulla sfera privata e su una fitta rete di incongruenze. Esposito è giunto nel luogo del delitto a bordo della propria automobile, ritrovata con le chiavi ancora in tasca, dettaglio che suggerisce un appuntamento concordato o la presenza di un accompagnatore. L'assenza di un domicilio ad Agropoli, contrariamente a quanto ipotizzato nelle prime ore, aggiunge un ulteriore tassello di mistero ai suoi reali spostamenti di quel sabato sera.

Sullo sfondo della vicenda emerge il giallo legato alla presunta occupazione della vittima presso l'Arpac, l'Azienda regionale per la protezione ambientale. L'ente ha smentito categoricamente qualsiasi rapporto di lavoro, così come è stata smentita la sua iscrizione all'Ordine dei biologi o l'impiego presso la Regione Campania. L'ipotesi che il 53enne raccontasse ad amici e colleghi di effettuare sopralluoghi mattutini per conto di terzi apre interrogativi profondi sulla sua reale quotidianità e sulle motivazioni dietro tali coperture.

In attesa dei risultati di laboratorio su campioni istologici, tossicologici e genetici, le sorelle della vittima si chiudono in un silenzio di dolore attraverso il loro legale. Le indagini proseguono senza sosta per fare luce sui contorni di un'esecuzione spietata, dove la pista personale appare ormai l'unica chiave per decifrare l'oscurità che avvolge gli ultimi momenti di vita del giornalista.

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