Dal 16 Settembre, stop ricoveri in ospedali privati accreditati.
Aiop minaccia lo stop ai ricoveri dal 16 settembre: Uil Fp e Fp Cgil diffidano la categoria e chiedono un tavolo urgente al governatore Fico.
Il settore della sanità privata in Campania si prepara a una dura battaglia sindacale dopo la decisione dell’Aiop, l’associazione delle case di cura accreditate, di sospendere i ricoveri programmati a partire dal prossimo 16 settembre. Di fronte all’ipotesi di uno stop delle attività e alla ventilata riduzione dei costi del personale per far fronte agli esuberi, Uil Fp e Fp Cgil hanno proclamato lo stato di agitazione di tutto il comparto. La protesta nasce dinanzi al perdurante silenzio delle istituzioni regionali, chiamate in causa dalle strutture datoriali per definire le risorse, i fabbisogni assistenziali e i tempi di pagamento della sanità privata.
La reazione delle organizzazioni sindacali non si è fatta attendere e punta a tutelare sia la continuità dei servizi sanitari per i cittadini sia la stabilità occupazionale dei dipendenti. Attraverso una lettera formale inviata al governatore Roberto Fico, al presidente del Consiglio regionale Massimiliano Manfredi, al direttore generale della tutela della Salute Ugo Prama, al presidente di Aiop Campania Sergio Crispino e ai prefetti, la Uil Fp ha chiesto l'immediata apertura di un tavolo di confronto istituzionale su programmazione, tariffe e Livelli Essenziali di Assistenza, mettendo al centro la salvaguardia dei diritti contrattuali e il rispetto delle retribuzioni.
Contestualmente alla richiesta di incontro con le istituzioni, il sindacato ha notificato all'Aiop una formale diffida ad astenersi da qualunque iniziativa unilaterale che comporti la sospensione delle attività assistenziali, la contrazione dei livelli occupazionali o il taglio delle ore di lavoro. Il segretario generale della Uil Fp Napoli e Campania, Vincenzo Torino, ha sottolineato con fermezza come sia inaccettabile che i lavoratori vengano trasformati in scudi umani in una vertenza economica e di budget tra la Regione e le strutture private. Il rischio d'impresa non può ricadere sui dipendenti, già provati dai continui ritardi nell'erogazione degli stipendi giustificati con le pendenze della pubblica amministrazione; la Regione è quindi chiamata a rompere il silenzio e a coinvolgere i sindacati nel confronto.