CSM di Airola: basta giochi sulla pelle dei più' deboli

È ora di ricordare che la sanità non è un palcoscenico per il consenso, ma un servizio pubblico inviolabile.

18 febbraio 2026 15:15
CSM di Airola: basta giochi sulla pelle dei più' deboli -
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C’è una sottile linea rossa che la politica non dovrebbe mai permettersi di valicare: quella che separa la normale dialettica amministrativa dalla gestione della sofferenza umana. Nel caso del Centro di Salute Mentale (CSM) di Airola, questa linea sembra essere diventata il terreno di uno scontro che nulla ha a che fare con il benessere dei cittadini.

La fragilità come ostaggio

Un CSM non è un magazzino, né un ufficio qualunque che può essere spostato o depotenziato seguendo logiche di bilancio o convenienze elettorali. È un presidio di civiltà, l’unico argine contro l’isolamento per centinaia di famiglie che ogni giorno combattono contro il peso della malattia mentale.

Vedere questo servizio finire al centro di un rimpallo di responsabilità tra enti è uno spettacolo che Airola non merita. Quando la burocrazia diventa un labirinto e la politica una trincea, a pagare il prezzo più alto sono sempre i più deboli: quelli che non hanno voce per protestare in piazza.

La salute non è una merce di scambio

Le polemiche di questi giorni, fatte di comunicati al vetriolo e accuse incrociate, hanno un retrogusto amaro. Si ha l'impressione che la salute mentale sia diventata una bandiera da sventolare o, peggio, un problema da scaricare.

"Il diritto alla cura non può essere condizionato dal colore di una giunta o dai tempi di una pratica edilizia."

La continuità terapeutica è un diritto costituzionale. Interrompere o rendere difficoltoso l'accesso al CSM significa condannare i pazienti a una regressione che può avere costi sociali (e umani) incalcolabili.

Un appello alla dignità

È tempo che chi siede nelle stanze dei bottoni faccia un passo indietro rispetto alle proprie ambizioni e uno avanti verso la comunità. Serve una soluzione immediata, stabile e dignitosa. Non servono "soluzioni ponte" che odorano di provvisorietà infinita, né promesse che scadono il giorno dopo le elezioni.

Chiediamo trasparenza e, soprattutto, silenzio sulle polemiche per lasciar spazio ai fatti. I pazienti del CSM di Airola non sono numeri da spostare su una scacchiera: sono persone. E la loro salute viene prima, molto prima, di qualsiasi diatriba politica.

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