Consumi in Campania: addio all'auto nuova, ma esplode la passione per hi-tech e casa
I dati Findomestic 2025 mostrano un calo del 2,1% degli acquisti durevoli: maglia nera per le quattro ruote, vola il mercato dei motoveicoli e dell'ICT.
Nel 2025 le famiglie campane hanno stanziato 4 miliardi e 700 milioni di euro per l'acquisto di beni durevoli, registrando una flessione del 2,1% rispetto all'anno precedente. Si tratta di una contrazione in linea con il trend nazionale, ma che sconta un arretramento marcato nei comparti della mobilità. Con una spesa media familiare di 2.083 euro, in calo del 2,3%, la Campania figura all'ultimo posto della classifica regionale italiana. Il principale fattore di contrazione risiede nel mercato dell'auto nuova, sceso a 680 milioni di euro (-15,1%), settore nel quale la regione segna la spesa media minima nazionale pari a soli 301 euro per nucleo familiare. Tengono invece le auto usate che, pur arretrando dell'1,3%, generano un volume imponente da 1 miliardo e 515 milioni di euro. Di contro, la passione per i motoveicoli sfiora i 286 milioni di euro (+0,6%), confermando la regione al primo posto in Italia per volume d'affari complessivo.
Il quadro tracciato dalla trentaduesima edizione dell’Osservatorio Annuale Consumi di Findomestic rivela al contempo una vivace reattività nelle soluzioni per la casa e nella digitalizzazione. Gli elettrodomestici raggiungono 479 milioni di euro con un balzo del 5,2%, mentre la telefonia sale a 446 milioni (+2,6%) e l'information technology tocca i 136 milioni (+3%), posizionando le famiglie campane al secondo posto in Italia per spesa media nell'ICT con 99 euro a nucleo. Sostanzialmente stabili l'elettronica di consumo con 115 milioni (-0,2%) e i mobili con 1 miliardo e 42 milioni (-0,2%). Claudio Bardazzi, responsabile dell'Osservatorio Findomestic, evidenzia la doppia anima del territorio: da un lato la sensibilità alla frenata della mobilità, dall'altro la vitalità degli acquisti percepiti come utili, legati a connettività e comfort domestico, all'interno di un profilo provinciale estremamente articolato.
Napoli si conferma il vero e proprio motore economico regionale totalizzando 2 miliardi e 453 milioni di euro di spesa (-1,7%), con una spesa media per famiglia di 2.109 euro (-1,9%). Nel capoluogo le auto nuove crollano del 16% a 312 milioni di euro, mentre l'usato argina le perdite fermandosi a 749 milioni (-2,6%). I motoveicoli avanzano a 175 milioni (+2,3%), primato nazionale assoluto per volumi che vale il nono posto per spesa media familiare (268 euro). La spinta della casa e del digitale si riflette nell'aumento degli elettrodomestici a 268 milioni (+6%), dei mobili a 574 milioni (+1,1%), dell'elettronica a 65 milioni (+1%), dell'IT a 80 milioni (+4,4%) e della telefonia a 230 milioni (+3,5%).
Nelle restanti province emergono dinamiche differenziate.
Salerno evidenzia un calo del 2,5% con 918 milioni di euro totali e 2.080 euro per nucleo (-2,7%), risentendo del contraccolpo sulle auto nuove a 145 milioni (-13,2%) e dell'arretramento nei mobili a 185 milioni (-2,7%) e nell'elettronica a 21 milioni (-1,3%), compensato dalla crescita dell'usato a 315 milioni (+0,1%), degli elettrodomestici ad 85 milioni (+4,2%), dell'IT a 23 milioni (+1,9%) e della telefonia a 91 milioni (+0,3%), mentre i motoveicoli si fermano a 53 milioni (-0,8%).
Caserta chiude a 715 milioni di euro (-2,9%) con una spesa media per famiglia di 1.945 euro (-3,2%), condizionata dal crollo delle vetture nuove a 121 milioni (-14,6%), del comparto usato a 244 milioni (-1%) e dei mobili a 148 milioni (-2,2%), pur in presenza di segnali positivi dai motoveicoli a 37 milioni (+0,8%), dagli elettrodomestici a 70 milioni (+3,8%), dall'IT a 18 milioni (+0,8%), dalla telefonia a 64 milioni (+3,4%) e con l'elettronica a circa 14 milioni (-1%).
Nelle province interne si osserva una tenuta maggiore.
Avellino registra 372 milioni di euro (-2,6%) con una spesa media familiare di 2.181 euro (-2,8%): a fronte del forte calo dell'auto nuova a 61 milioni (-17%), dell'elettronica a 9 milioni (-4,6%) e dei motoveicoli a 13 milioni (-5,8%), avanzano l'usato a 127 milioni (+0,9%), i mobili a 82 milioni (+0,2%), l'IT a 9 milioni (+0,5%), la telefonia a 36 milioni (+2,1%) e soprattutto gli elettrodomestici a 34 milioni (+5%).
Benevento, pur trattandosi del mercato più piccolo, limita le perdite all'1,9% con 242 milioni complessivi e 2.127 euro per nucleo (-2,2%): la flessione dell'auto nuova a 41 milioni (-12,4%), dei motoveicoli ad 8 milioni (-13%), dei mobili a 54 milioni (-1%) e dell'elettronica a 5 milioni (-0,8%) viene bilanciata dall'incremento dell'usato oltre gli 80 milioni (+1,5%), degli elettrodomestici a 22 milioni (+4,8%), dell'IT a 6 milioni (+0,8%) e della telefonia a 26 milioni (+2,2%).