Con un machete aveva tentato di uccidere un coetaneo, si costituisce un 19enne

Dopo due mesi di latitanza il giovane sospettato del tentato omicidio si consegna al carcere napoletano per fornire la propria versione.

30 luglio 2026 10:00
Con un machete aveva tentato di uccidere un coetaneo, si costituisce un 19enne -
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Il diciannovenne Francesco Pio Romano si è costituito presso il carcere di Poggioreale a Napoli, accompagnato dal suo legale Fabrizio De Maio, per rispondere dell'accusa di tentato omicidio ai danni di un coetaneo avvenuto il 25 giugno scorso all'interno della villa comunale di Pomigliano d'Arco.

Il giovane indagato ha espresso la ferma intenzione di sottoporsi al più presto all'interrogatorio di garanzia per chiarire la propria posizione e fornire agli inquirenti la sua personale ricostruzione dei drammatici eventi. Nella stessa operazione le forze dell'ordine hanno tratto in arresto un secondo ragazzo di ventitré anni, anch'esso assistito dal medesimo legale del Foro di Lagonegro, il quale è accusato di aver assistito alla scena e di non essere intenzionalmente intervenuto per fermare la violenta aggressione.

Le indagini, condotte dagli agenti del commissariato di Acerra sotto la costante supervisione della Procura di Nola, hanno fatto luce su un'aggressione di rara ferocia consumata con un machete dalla lama di oltre mezzo metro. Gli accertamenti scientifici eseguiti nell'immediato sul luogo del delitto avevano permesso di recuperare sia l'arma usata per l'agguato sia diversi frammenti di tessuto umano, evidenze che testimoniano in modo inequivocabile la brutalità dei colpi sferrati alla testa, al braccio, all'addome e agli arti della vittima.

La vittima si trova tuttora ricoverata in ospedale in prognosi riservata, dove lotta tra la vita e la morte da ormai più di due mesi a causa delle gravissime lesioni riportate durante il raid. I medici continuano a monitorare costantemente il suo quadro clinico, definito estremamente critico ma stazionario, mentre i familiari attendono con ansia un segnale di miglioramento.

Gli investigatori stanno ora concentrando le proprie risorse per ricostruire con esattezza ogni fase del blitz ed identificare una terza persona che avrebbe partecipato all'azione giungendo sul posto a bordo di uno scooter insieme ai due indagati. L'obiettivo primario della magistratura resta quello di chiarire il movente dell'aggressione e delineare con precisione le singole responsabilità penali di tutti i soggetti coinvolti in questo drammatico episodio di cronaca.

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