Comune di Benevento: «I conti non tornano, la città resta ipotecata»

L'Associazione risponde all'Assessore Razzano: tra tasse al massimo, servizi ridotti e nodi PNRR, la finanza pubblica richiede chiarezza.

02 ottobre 2026 16:20
Comune di Benevento: «I conti non tornano, la città resta ipotecata» -
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«Le interlocuzioni sono sempre gradite, ma i conti restano conti». Esordisce così la replica dell’Associazione Benevento Domani alle affermazioni dell’Assessore alle Finanze del Comune di Benevento, Clemente Razzano, intervenuto di recente per difendere la solidità dei bilanci comunali. Un intervento che, secondo l'associazione, tenta di addolcire una realtà contabile e sociale ben diversa, ignorando i punti fermi e la normale diligenza della finanza pubblica.

Il primo nodo fondamentale riguarda la gestione del dissesto finanziario dichiarato nel 2017, un evento che per legge separa nettamente crediti e debiti maturati fino al 31 dicembre 2016 rispetto alla gestione successiva. La procedura straordinaria di risanamento, segnata di recente dalla delibera dell'Organo Straordinario di Liquidazione del 30 luglio 2026, rappresenta un'amministrazione distinta e terza rispetto alla Giunta in carica. Tracciare una correlazione diretta tra i dati del 2016 e il Consuntivo 2025 appare dunque un'operazione priva di coerenza contabile. L'affermazione dell'Assessore, secondo cui il disavanzo sarebbe sceso dai 64,6 milioni del 2016 a 157 mila euro nel 2025 con un abbattimento del 99,7%, viene liquidata come un'improprietà di linguaggio e una svista tecnica: parlare di disavanzo disponibile suona come un ossimoro, senza contare che quella cifra del Rendiconto 2025 rappresenta ancora un debito di oltre 157 mila euro da ripianare attraverso la quota di avanzo libero.

Sul fronte della pressione fiscale, la definizione di cittadini tartassati trova riscontro nel fatto che dal 2017 le tasse locali sono costantemente bloccate sui livelli massimi consentiti dalla legge, senza che a ciò sia corrisponduta un'adeguata qualità dei servizi erogati. Anzi, proprio il bilancio 2025 evidenzia uno squilibrio sulla gestione di competenza pari a 1,9 milioni di euro, a dimostrazione di una fragilità strutturale che contrasta con la narrazione dell'Amministrazione.

A sostegno della tesi di una città ipotecata vengono richiamati tre ambiti gestionali emblematici. Nel settore del ciclo integrato delle acque, il recente parere della Corte dei Conti rafforza le perplessità sulla sudditanza del settore pubblico rispetto ai privati in Sannio Acque, una società mista che attende l'adesione di circa 75 Comuni e che vede un appaltatore-finanziatore scaricare i propri costi d'investimento direttamente nelle bollette dei cittadini.

Per quanto riguarda i parcheggi e le strisce blu, il prolungamento della concessione da 10 a 15 anni, sorretto da una determina dirigenziale del 2023, assicura al concessionario un utile lordo stimato tra i 13 e i 14 milioni di euro su ricavi totali di 30 milioni. Si tratta di una scelta priva di logica economica: una gestione diretta da parte dell'Ente, affidata in house ad ASIA o tramite una società mista, avrebbe garantito alle casse comunali proventi ben superiori al modesto aggio attuale di 110 mila euro all'anno, permettendo al contempo di applicare tariffe sociali contenute tra i 50 centesimi e l'euro all'ora.

Criticità analoghe emergono nella gestione della mensa scolastica, dove un appalto di sette anni garantisce solo un migliaio di pasti al giorno a fronte di oltre duemila studenti aventi diritto, scaricando sulle famiglie circa il 60% dei costi complessivi contro la soglia minima di legge del 36%.

Sullo sfondo restano infine circa 65 milioni di euro di debiti latenti esclusi dal Piano di risanamento dell'OSL e le incertezze legate ai 41 milioni di fondi tra PNRR e altri finanziamenti per opere come la Torre-Sala, la scuola Lucarelli e l'ex Malies. Con i termini scaduti lo scorso 31 agosto, i cantieri rimangono inappaltati o incompiuti, gli obiettivi non vengono raggiunti e le famiglie attendono ancora strutture adeguate per i propri figli.

Nel passaggio di consegne con il precedente assessorato sembra essere sfuggito più di un dettaglio essenziale. L'Associazione rinnova quindi la disponibilità a un confronto pubblico immediato, proponendosi di presentarsi al dibattito al fianco delle madri escluse dal servizio mensa e invitando l'Assessore a farsi accompagnare dai vertici dell'OSL, di Sannio Acque e della società di gestione dei parcheggi. Un invito aperto che si chiude con un amaro richiamo alla celebre invettiva dantesca del VI canto del Purgatorio sulla condizione della cosa pubblica.

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