Colpo di scena a Napoli: condannati in Appello tre carabinieri per la droga sparita

La Corte d'Appello riforma la sentenza di primo grado e infligge pene severe a tre militari accusati di aver sottratto cocaina da un sequestro.

10 luglio 2026 09:24
Notizia verificata · Fonte: Redazione · Vedi fonti
Colpo di scena a Napoli: condannati in Appello tre carabinieri per la droga sparita -
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La IV sezione penale della Corte di Appello di Napoli, presieduta dal giudice Francesco Ciocia, ha condannato per peculato e cessione di stupefacenti tre carabinieri del nucleo investigativo di Torre Annunziata, riformando la sentenza di assoluzione emessa in primo grado il 18 luglio 2023. Il colonnello Pasquale Sario, il maresciallo Gaetano Desiderio e l'appuntato Sandro Acunzo erano finiti sotto inchiesta con l'accusa di aver sottratto 66 chili di cocaina da un tir sequestrato durante un'operazione antidroga a Napoli nel gennaio 2019, per poi cederne la metà a un narcotrafficante in cambio di soffiate e beni di valore.

I giudici di secondo grado hanno inflitto pene severe ai tre imputati, pur escludendo l'aggravante mafiosa che era stata ipotizzata inizialmente dalla procura. Pasquale Sario e Gaetano Desiderio sono stati condannati a nove anni di reclusione ciascuno, mentre per Sandro Acunzo la pena è stata fissata a quattordici anni, a fronte di richieste della procura generale che erano state ancora più pesanti per tutti i coinvolti. La decisione cancella l'esito del giudizio del Tribunale di Torre Annunziata, che un anno fa aveva scagionato i militari ritenendo evidentemente non sufficienti le prove raccolte nel corso degli anni.

L'intera impalcatura accusatoria si fonda in gran parte sulle dichiarazioni di Francesco Casillo, un narcotrafficante divenuto collaboratore di giustizia che aveva confessato ai pubblici ministeri i dettagli del presunto accordo con i tre rappresentanti delle forze dell'ordine. Secondo il racconto del pentito, i carabinieri gli avrebbero consegnato trentatré chili della droga sequestrata ricevendone in cambio informazioni dettagliate utili a compiere altri arresti e sequestri eccellenti, oltre a regali in denaro e gioielli che servivano a ricompensare la complicità dei militari infedeli.

La reazione del collegio difensivo non si è fatta attendere e i legali degli imputati hanno già manifestato lo sconcerto per un verdetto considerato del tutto inatteso alla luce degli elementi emersi nel dibattimento. L'avvocato Roberto Russo ha sottolineato come la nuova decisione rappresenti una svolta radicale rispetto a un'istruttoria che in primo grado aveva convinto i giudici dell'innocenza dei militari, annunciando l'immediato ricorso alla Corte di Cassazione per tentare di annullare le condanne e ripristinare la precedente assoluzione.

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Verificato il: 10 luglio 2026

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