Ciambriello: "per i minori servono un Patto Educativo tra più istituzioni e progetti di inclusione"
Visita del Garante campano alla comunità Amistá per minori di San Martino Valle Caudina e all'Istituto Penale per i Minorenni di Airola
Nella mattinata di oggi, il Garante campano delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Samuele Ciambriello, ha visitato la comunità di accoglienza Amistà di San Martino Valle Caudina e l'Istituto Penale per i Minorenni di Airola. L'iniziativa nasce dall'esigenza di verificare in prima persona le condizioni di accoglienza delle strutture e di analizzare l'efficacia dei percorsi rieducativi dedicati ai giovani che hanno commesso reati. Di fronte a un aumento costante della detenzione minorile in Italia, l'obiettivo del Garante è sensibilizzare le istituzioni sulla necessità di interventi alternativi che sappiano intercettare il disagio sociale prima che sfoci in devianza.
Il viaggio istituzionale è cominciato all'interno della comunità Amistà, una realtà convenzionata con il Dipartimento per la Giustizia Minorile che accoglie adolescenti sottoposti a misure alternative alla detenzione. In questo spazio protetto, il Garante ha potuto osservare l'impatto positivo di attività pratiche come il laboratorio di pasticceria e i servizi di catering, pensati proprio per contrastare la dispersione scolastica e favorire il reinserimento sociale. Strutture del genere rappresentano la dimostrazione concreta di come sia possibile ricostruire la consapevolezza del reato partendo dal lavoro e dalla responsabilizzazione dei singoli ragazzi.
Successivamente, la visita si è spostata presso l'IPM di Airola, dove Ciambriello è stato accolto dalla direttrice Giulia Magliulo e dal comandante Antonio Sgambato per un momento di condivisione e confronto diretto con i giovani detenuti. Il Garante ha visitato i laboratori attivi all'interno dell'istituto, ha svolto colloqui individuali e si è fermato a pranzo con i ragazzi per condividere un momento di normalità e ascolto profondo. Nonostante i disagi logistici legati ai lavori di ristrutturazione attualmente in corso nella struttura, è emerso un forte apprezzamento per la professionalità e lo spirito di servizio dimostrati quotidianamente dalla polizia penitenziaria e da tutto il personale educativo.
I dati aggiornati al 31 marzo evidenziano una realtà complessa, con 587 ragazzi presenti nei venti istituti penali minorili italiani, di cui diciannove ospitati ad Airola e settantuno a Nisida. Questa fotografia spinge a riflettere sul fatto che la risposta della giustizia non possa limitarsi esclusivamente alla custodia cautelare e alla reclusione in carcere. Per restituire alla società giovani consapevoli e responsabili, l'istituzione carceraria deve abbandonare la sola logica punitiva e trasformarsi in un'opportunità di riscatto, sostenuta da un grande Patto educativo che veda la collaborazione attiva di famiglie, scuole, parrocchie e società civile.