Cervinara rischia un vero e proprio tracollo finanziario per imprese e famiglie

Non è una questione di campanile, è una questione di portafogli. Se la manovra sulla montagna (L. 131/2025) dovesse confermare l’esclusione di Cervinara dai parametri dei "comuni montani", il colpo pe...

21 gennaio 2026 11:35
Cervinara rischia un vero e proprio tracollo finanziario per imprese e famiglie -
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Non è una questione di campanile, è una questione di portafogli. Se la manovra sulla montagna (L. 131/2025) dovesse confermare l’esclusione di Cervinara dai parametri dei "comuni montani", il colpo per l’economia locale sarebbe brutale. Dietro le definizioni burocratiche si nasconde un taglio netto a incentivi, sgravi fiscali e fondi strutturali che finora hanno garantito la sopravvivenza del tessuto produttivo caudino.

L’addio ai bonus assunzioni: imprese più povere

Il primo schiaffo arriva sul fronte del lavoro. La nuova normativa prevede per il biennio 2026-2027 un esonero contributivo totale (fino a 8.000 euro annui) per le aziende che assumono giovani under 41 in modalità agile nei comuni montani. Senza questo status, le imprese di Cervinara diventeranno improvvisamente "più costose" rispetto a quelle dei comuni certificati. Il risultato? Una fuga di cervelli e di investimenti verso territori che, magari a pochi chilometri di distanza, godono di vantaggi fiscali negati a noi.

Agricoltura e Castanicoltura: la mazzata del 10%

Per un territorio che vive di castagneti e agricoltura di qualità, la perdita della qualifica montana è un suicidio economico. La legge garantisce un credito d’imposta del 10% per gli investimenti nella manutenzione del territorio e per l'acquisto di macchinari agricoli specifici.

  • Senza lo status: i nostri agricoltori pagheranno tutto a prezzo pieno.
  • Senza le agevolazioni IMU: i terreni agricoli, oggi esenti o agevolati perché montani, potrebbero subire un incremento della tassazione locale, rendendo ancora meno redditizio il lavoro della terra.

Servizi al collasso: chi curerà i cervinaresi?

La riforma prevede incentivi economici (fino a 2.500 euro di credito d'imposta per affitti e mutui) per attirare medici e insegnanti nelle zone montane. Se Cervinara viene "declassata" a comune di pianura o collina, perderà ogni potere d'acquisto nei confronti di questi professionisti. Chi sceglierà di venire a prestare servizio qui, con i disagi del trasporto e dell'orografia, senza avere in cambio nemmeno un incentivo fiscale? Il rischio è una sanità locale sempre più povera e scuole con cattedre costantemente scoperte.

Una tassa occulta sulla resilienza

Essere un comune montano non è un privilegio, è il riconoscimento di una difficoltà strutturale. Togliere questo status a Cervinara significa imporre una tassa occulta sulla residenzialità. Significa dire ai giovani che restare qui costa troppo e che fare impresa tra queste montagne è un lusso che lo Stato non intende più sostenere. La politica non può restare a guardare mentre un algoritmo decide il destino di una comunità.

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