Cervinara. Oggi nemici, ieri complici per anni. Lo scaricabarile che offende i cittadini

A Cervinara il tempo sembra essersi fermato tra i corridoi deserti di Piazza Trescine, ma fuori, nel teatrino della politica locale, va in scena uno spettacolo singolare: la colpevolizzazione di colui...

05 febbraio 2026 08:57
Cervinara. Oggi nemici, ieri complici per anni. Lo scaricabarile che offende i cittadini -
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A Cervinara il tempo sembra essersi fermato tra i corridoi deserti di Piazza Trescine, ma fuori, nel teatrino della politica locale, va in scena uno spettacolo singolare: la colpevolizzazione di colui o colo con i quali si è condivisa una campagna elettorale e circa tre anni di amministrazione. Il dato che balza agli occhi non è più la caduta dell'amministrazione – ormai un fatto acquisito – ma lo sport preferito del momento: lo scaricabarile. Assistere oggi al reciproco scambio di accuse tra chi ha condiviso giunte, delibere e brindisi per anni lascia interdetti. È un po' come se un equipaggio, dopo aver navigato insieme per tre quarti di rotta, si svegliasse improvvisamente scoprendo che ognuno remava in una direzione diversa. Gettare oggi la croce addosso a Caterina Lengua, dipingendola come l'unico "freno" allo sviluppo del paese, è un'operazione che non regge alla prova della realtà. Chi ha amministrato con lei, chi ha alzato la mano per approvare bilanci e progetti, non può oggi dichiararsi "turista per caso". Se l'amministrazione è stata cattiva, la responsabilità è un debito che tutti i componenti della maggioranza hanno contratto con i cittadini. Nessuno escluso.

Divisi oggi, complici ieri

Il paradosso è tutto qui: oggi si trovano divisi, pronti a puntarsi il dito contro in vista delle prossime scadenze, ma per anni sono stati l'uno il sostegno dell'altro. Questo improvviso "tutti contro tutti" puzza di manovra elettorale lontano un chilometro. La frammentazione odierna non sembra dettata da una ritrovata libertà di pensiero, ma dalla necessità di rifarsi una verginità politica, cercando di convincere l'elettore che "la colpa era solo del sindaco".

Cervinara non ha bisogno di vedere i suoi amministratori divisi in fazioni nemiche che si rinfacciano il passato; ha bisogno di capire come si sia arrivati al commissariamento senza che nessuno, all'interno, avesse il coraggio di dire "fermiamo i motori" quando ancora c'era tempo. Il rischio dello scaricabarile è che, alla fine, a restare con il barile vuoto siano solo i cittadini. La credibilità non si recupera prendendo le distanze da se stessi, ma assumendosi la responsabilità di un percorso comune che, evidentemente, non è stato all'altezza delle aspettative. Il futuro di Cervinara non può passare per una vendetta politica o per una frammentazione strategica. Passa per un patto di onestà: chi ha governato ammetta i propri limiti, anziché cercare nell'alleato di ieri il nemico perfetto di domani.

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