Cervinara, l’illusione è durata poco: le strade tornano piste da corsa
Bici e monopattini che non rispettano senso di marcia e invadono i marciapiedi, moto a tutta velocità, scooter che impennano, siamo al caos
Nelle ultime settimane, le vie del centro e della periferia di Cervinara sono tornate a trasformarsi in un circuito automobilistico a cielo aperto, sollevando la protesta dei residenti che chiedono sicurezza e il ripristino immediato della legalità stradale. Esaurito l’effetto dei massicci controlli interforze scattati all'indomani della terribile sparatoria di piazza Trescine, la quotidianità del comune caudino ha ripreso i contorni di una vera e propria deregulation, dove a farla da padrone sono la velocità sostenuta e la distrazione. I cittadini assistono preoccupati a un rapido ritorno alle vecchie e pericolose abitudini, evidenziando come il problema della sicurezza non possa essere archiviato superata l'emozione del momento.
L’euforia dei primi giorni, contrassegnata da una presenza visibile e rassicurante delle pattuglie per rispondere allo sdegno collettivo, sembra ormai un lontano ricordo sbiadito dal tempo. Oggi le strade del paese registrano nuovamente il passaggio di scooter a tutta velocità, spesso con passeggeri senza casco intenti in manovre spericolate, e automobilisti perennemente con lo smartphone in mano. A questo scenario si aggiunge l'anarchia di monopattini e biciclette elettriche, che hanno letteralmente colonizzato i marciapiedi, sfrecciando tra i pedoni e privando chi passeggia dell'ultimo spazio sicuro rimasto a disposizione.
Nessuno intende puntare il dito contro chi indossa una divisa, soprattutto perché è evidente che sia la Polizia Locale, sia la Polizia di Stato e i Carabinieri della locale stazione debbano fare i conti ogni giorno con una cronica carenza di organico. Questa evidente scarsità di uomini e mezzi sul territorio rappresenta il vero ostacolo materiale, impedendo di fatto la pianificazione di pattugliamenti e controlli strutturati sulle ventiquattro ore. Il problema non è dunque la volontà di intervenire, ma la necessità oggettiva di supportare questi presidi locali che, con le sole forze attuali, non possono garantire una vigilanza continua contro l'inciviltà stradale.
La strada non è un circuito per emuli di Valentino Rossi, ma uno spazio pubblico dove il diritto alla mobilità deve convivere con il fondamentale diritto alla serenità comunitaria. Chi esce di casa per una semplice passeggiata o per godersi una boccata d'aria non può essere costretto a fare lo slalom tra i veicoli o a rischiare la propria incolumità per l'irresponsabilità di chi ha già dimenticato la gravità dei fatti recenti. La speranza è che le istituzioni sovracomunali colgano questo appello accorato, fornendo i rinforzi necessari per strutturare un piano di vigilanza costante che vada oltre le risposte emotive e restituisca definitivamente l'ordine a tutta la comunità di Cervinara.
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Fact Check
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Verificato il: 20 giugno 2026