Cervinara. La memoria di Castello e le origini della Sagra della Castagna.
Il racconto di Gelsomina Marro: «La “nostra” Sagra della Castagna è nata nel borgo Castello: una storia di ragazzi, famiglie, castagneti e sacrifici»
Gelsomina Marro affida ai social un ricordo personale sulle origini della Sagra della Castagna e sulla tradizione del borgo Castello.
«La Sagra della Castagna di Cervinara non ha preso spunto dall'idea delle persone immortalate nella foto davanti al ristorante Gorizia.
La “nostra” Sagra della Castagna era nata da un'idea di 16 ragazzi del borgo Castello, i fondatori del Centro Socio Culturale “Il Mastio”.
Il professor Angelo Renna era una grande persona, ma non ha mai suonato il mandolino a Castello. L'ultima volta che in quei vicoli si è sentito il suono del mandolino era perché lo suonava mio padre, Cesare Marro, deceduto in Germania nel 1968.
Noi eravamo tutti figli di proprietari di castagneti e di emigranti. La mattina ci alzavano alle 4,30 per andare a raccoglierle, per poi andare a scuola a piedi da Castello.
La nostra sagra è cominciata 100 anni fa, quando in ogni casa si cucinavano nei forni, in giorni diversi dai vicini di casa, e poi in ogni casa arrivavano canestri pieni di castagne calde.
Oppure si cuocevano già in montagna sotto le felci e si sentiva quel profumo delizioso e indimenticabile.
Questa è la nostra tradizione, la tradizione di Castello. Non è che andavamo al ristorante di Gorizia a mangiarcele.
Adesso, perché è diventato un grande evento, tutti vogliono gestirla e avanzare pretese, ma a noi per anni è costata tanti sacrifici personali ed economici».