Cervinara, il rispetto non è un’opzione: difendiamo chi lavora e le regole del vivere civile
L'inciviltà contro gli operatori ecologici misura il ritardo di una comunità. Sindaco e amministrazione vadano avanti senza sconti.
Gli operatori ecologici svolgono un compito essenziale e meritano tutela, non la violenza o la prepotenza di chi si ostina a rifiutare le regole della raccolta differenziata. Nessun cittadino può ritenersi al di sopra dei doveri civici, né è tollerabile che l'aggressività diventi il rifugio di chi preferisce il caos all'ordine. A Cervinara la misura è colma e occorre ricordare una verità elementare: il rispetto del nuovo calendario e delle disposizioni ambientali non è una concessione facoltativa, ma la condizione minima di appartenenza a una comunità civile. Gridare contro chi compie il proprio dovere non farà mai passare dalla parte della ragione chi ha torto marcio.
È il momento di tracciare una linea netta ed eliminare una volta per tutte quelle sacche di impunità che per troppo tempo hanno logorato il tessuto sociale del paese. Il sindaco Filuccio Tangredi e la consigliera delegata Vittoria Porreca non devono cedere di un passo di fronte alle proteste pretestuose o agli atti di bullismo verbale. La strada intrapresa è quella giusta e va percorsa con assoluta fermezza, perché tollerare l'anarchia di pochi significa svendere la dignità di tutti gli altri cittadini virtuosi.
La civiltà di un popolo non si misura dalle parole o dai proclami, ma dalla capacità quotidiana di rispettare il bene comune e chi lo custodisce. Gli operatori sul campo stanno garantendo un servizio indispensabile per il futuro del territorio e vanno sostenuti senza esitazioni. L'amministrazione comunale continui con coraggio il percorso avviato, applicando le regole con rigore e dimostrando che Cervinara non è terra di nessuno, ma una comunità capace di far prevalere la legalità sulla maleducazione.