Cervinara: Il Futuro è un’Ombra del Passato. Cronaca di un’Elezione senza Programmi

A 18 giorni dalle liste mancano programmi e nomi. Gli aspiranti sindaci sono gli stessi che hanno già amministrato: quale svolta sperare?

07 aprile 2026 15:18
Cervinara: Il Futuro è un’Ombra del Passato. Cronaca di un’Elezione senza Programmi -
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Mancano meno di diciotto giorni al mezzogiorno del 25 aprile, termine ultimo per la presentazione delle liste e dei candidati alle comunali di Cervinara. Eppure, il silenzio sui contenuti è assordante. Mentre l’orologio corre verso la scadenza, la politica cervinarese sembra prigioniera di un paradosso: tutti dicono di essere pronti, ma nessuno ha ancora mostrato il "volto" di una lista, né tantomeno l’anima di un programma.

Lo spettro del 17 Gennaio: L’occasione perduta

C’è stata una data, nel recente passato, che avrebbe potuto segnare la svolta. Il 17 gennaio, giorno di Sant'Antonio Abate. Mentre i fuochi ardevano e la comunità si ritrovava intorno alle tradizioni, si sperava che quel calore potesse alimentare anche un sussulto di dignità politica. Sarebbe potuta essere la "notte della pacificazione" o quella della proposta coraggiosa. Invece, quella pagina di storia è rimasta bianca. O peggio, è stata scarabocchiata dai soliti veti incrociati e da personalismi che, ancora una volta, hanno prevalso sull’interesse collettivo.

Oggi, quel fallimento pesa come un macigno. Invece di una coalizione solida, ci troviamo di fronte a un frastagliamento che rasenta il ridicolo: cinque o sei liste per un paese che avrebbe bisogno, invece, di una sintesi drastica e di una visione unitaria.

Il mercato dei voti e il valzer dei parenti

In questo vuoto pneumatico di idee, l’unica attività frenetica sembra essere quella del "reclutamento". Si assiste all'avvicinamento tattico di parenti e affini, pedine mosse su una scacchiera dove non si vince per il progetto più bello, ma per chi riesce a sottrarre un cognome alla lista avversaria. È una politica fatta di sottrazioni e addizioni numeriche, dove lo zero assoluto resta, purtroppo, il dibattito sui problemi reali del territorio.

Amministratori di lungo corso, programmi a corto raggio

La domanda che serpeggia tra i cittadini, e che nessuno tra gli aspiranti sindaci sembra voler affrontare, è brutale nella sua semplicità: quale futuro possono scrivere gli stessi protagonisti che hanno firmato il passato?

Tutti i nomi che oggi circolano come papabili leader hanno già occupato quelle stanze. Hanno già gestito la macchina amministrativa e, in gran parte, sono gli stessi architetti delle criticità che oggi dicono di voler risolvere. È difficile credere a una "nuova era" se gli interpreti sono gli stessi che hanno recitato nello spettacolo degli ultimi decenni.

Un paese in attesa di risposte

Cervinara non ha bisogno di altri stipendiati della politica, ma di una visione. A 18 giorni dal voto, l’assenza di un programma non è solo un ritardo tecnico, è un insulto all'intelligenza degli elettori. Parlare di problemi oggi significherebbe, per molti candidati, fare autocritica. E l’autocritica, si sa, non porta voti.

Ma il tempo delle ombre sta per scadere. Il 25 aprile le carte dovranno essere scoperte. Resta da capire se, sotto i simboli di lista, ci sarà finalmente un’idea di paese.

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