Cervinara. Il "Concerto per Ghisa e Pietra Lavica"
Via Carlo Del Balzo: tra rumori assordanti e zero ristori, i residenti e i commercianti pagano per questi lavori pubblici.
C’è chi paga il biglietto per andare alla Scala e chi, più fortunatamente, risiede o lavora in Via Carlo del Balzo a Cervinara. Qui, la musica è gratis, h24, offerta gentilmente da una pavimentazione in pietra lavica che, sebbene esteticamente pregevole, nasconde un’anima decisamente "chiassosa".
L’eterno ritorno del "Clack-Clack"
Circa tre anni fa, il grande restyling: via il vecchio asfalto, benvenuta pietra lavica. Un tocco di classe, non c’è che dire. Peccato che, insieme alla pietra, siano rimasti i chiusini della fogna, i quali hanno deciso di non integrarsi col nuovo ambiente.
Ogni volta che una macchina passa, il rumore è sbalorditivo. E non è che non ci abbiano provato: sono stati sistemati già una decina di volte. Ma, come in una commedia dell'assurdo, dopo qualche mese il "clack-clack" ritorna prepotente. È ormai un rito ciclico:
Il chiusino balla.
Si interviene con la solita "pezza" (si spera non di gomma da masticare).
La strada viene chiusa.
Dopo due mesi, siamo punto e a capo.
Un "Segnale Forte" ai Commercianti
Parliamo poi dell’attenzione certosina che l’amministrazione ha riservato ai commercianti della zona. Durante i lavori originari, la via è rimasta chiusa per circa tre mesi. Novanta giorni di serrande alzate ma casse vuote, per i quali i titolari delle attività hanno ricevuto un indennizzo pari a... zero.
Un segnale di vicinanza davvero commovente. Un modo elegante per dire: "Grazie per la pazienza, ora godetevi il rumore e le continue chiusure per le riparazioni". Perché, ovviamente, ogni volta che si deve rimettere mano a quei chiusini ribelli, la strada viene interdetta, il traffico deviato e il commercio ne risente di nuovo. È il regalo che continua a stupire.
La domanda sorge spontanea: ma i controlli?
L’ironia però lascia spazio all’amarezza quando si parla di esecuzione e collaudo. Com’è possibile che un lavoro pubblico nuovo necessiti di dieci manutenzioni in tre anni per lo stesso identico problema? Chi ha controllato la posa in opera? Chi ha certificato che quei chiusini fossero a livello e stabili?
La mancanza di controlli seri trasforma un’opera pubblica in un cantiere infinito. I cittadini non chiedono la luna, ma semplicemente:
Un intervento definitivo: basta rattoppi che durano quanto un gatto in autostrada.
Rispetto per chi lavora: non si può chiudere una strada a singhiozzo senza mai porsi il problema del danno economico arrecato.
Responsabilità: qualcuno verifichi perché quei lavori non tengono.
Cervinara merita di meglio di una via "di pregio" che suona come una vecchia fabbrica metallurgica. È ora che si passi dalle riparazioni di facciata a una soluzione vera. Una volta per tutte.