Cervinara. Elezioni, corsa all’ultimo minuto utile: liste fantasma e il solito deserto di idee
Il voto si avvicina ma la sfida elettorale resta al buio: senza liste ma soprattutto senza programmi, ma del resto basta che ci sono le indennità a fine mese. I problemi sono dei cittadini!|
Mancano pochissimi giorni alla scadenza e, come da peggiore tradizione, il panorama politico locale offre uno spettacolo desolante: il nulla. A chiacchiere siamo ancora a zero. Non esiste una lista ufficiale, non circola uno straccio di programma e l’unica certezza sembra essere l’incertezza stessa.
Il solito "ritornello" di Piazza Trescine
Il film è quello che abbiamo già visto troppe volte. Sabato 25 aprile, in Piazza Trescine, ci ritroveremo probabilmente con il solito copione e cioè con nomi buttati dentro all'ultimo minuto utile solo per riempire le caselle vuote, con programmi che nessuno ha avuto il tempo di scrivere, figuriamoci di condividere con i cittadini e con liste che si formano nel tempo di un caffè e si sciolgono prima ancora che lo scrutinio sia finito. Capita anche che la stessa persona venga avvicinata nella stessa giornata da emissari per proposte di candidatura. Come sono gentili questi emissari, hanno lo zucchero in bocca!
La politica come la "Neve di Marzo"
È un fenomeno ciclico: candidati sindaco che si presentano come i salvatori della patria per poi squagliarsi come neve di marzo non appena il gioco si fa duro o i conti non tornano. Questa strategia del rinvio perenne, questo aspettare il "minuto utile" per uscire allo scoperto, non è tattica politica: è mancanza di rispetto per l’elettorato.
Una piazza senza risposte
Presentarsi al traguardo senza una struttura solida e senza un’idea chiara di futuro significa condannarsi all'irrilevanza. Piazza Trescine non ha bisogno di comparsate dell'ultimo secondo o di liste assemblate freneticamente negli uffici comunali a pochi minuti dalla chiusura dei termini.
La sensazione è che, anche quest'anno, la montagna partorirà il solito topolino, lasciando ai cittadini l'amaro in bocca di una politica che sa solo aspettare l'ultimo istante per non decidere nulla.