Cervinara. C'è chi dice no a prescindere!
C’è un rumore di fondo che attraversa le piazze di Cervinara, dai crocchi di via Roma e Piazza Trescine fino ai commenti sui social: è il suono della contestazione a prescindere. Quella critica che na...
C’è un rumore di fondo che attraversa le piazze di Cervinara, dai crocchi di via Roma e Piazza Trescine fino ai commenti sui social: è il suono della contestazione a prescindere. Quella critica che nasce già pronta, armata di pregiudizio e scetticismo cronico. In una comunità come la nostra, il rischio è che il passato diventi un’arma usata per colpire il presente. Ogni iniziativa — sia essa culturale, urbanistica o politica — viene passata al setaccio non per i suoi meriti, ma per la sua capacità di aderire a un’idea ideale (e spesso distorta) di ciò che Cervinara "dovrebbe essere". Il risultato? Un immobilismo che si nutre di mugugni. Non si tratta di sana opposizione democratica, necessaria al progresso. La contestazione a prescindere di MOLTI CERVINARESI ha diversi tratti distintivi ma tre sono quelli da sottolineare: Si dice "no", ma non si propone mai un "come"; Se si fa qualcosa, "chissà cosa c'è sotto"; Se non si fa, "siamo abbandonati". Questo atteggiamento ha un costo sociale altissimo. Scoraggia i giovani che vorrebbero investire energie nel territorio e crea un clima di rassegnazione. Quando il rumore di chi contesta sovrasta la voce di chi propone, il talento preferisce emigrare o restare in silenzio per evitare la gogna del "tanto non cambierà nulla". Cervinara non ha bisogno di tifoserie contrapposte, ma di cittadini che sappiano distinguere tra la critica costruttiva e il disfattismo fine a se stesso." Essere fieri di essere cervinaresi non significa difendere lo status quo, ma avere il coraggio di guardare avanti senza la paura di sbagliare. Forse è arrivato il momento di abbassare il volume del "no" per ascoltare finalmente le proposte che hanno il sapore del futuro. Buona Domenica