Cervinara. Ancora una volta "estate" divisa, persa un'altra occasione.
Cervinara è un comune con meno di 10 mila abitanti ma dove ormai la fanno da padrone ripicche, odio e protagonismo. Non può essere altrimenti se bisogna assistere ancora una volta alla presentazione d...
Cervinara è un comune con meno di 10 mila abitanti ma dove ormai la fanno da padrone ripicche, odio e protagonismo. Non può essere altrimenti se bisogna assistere ancora una volta alla presentazione di due cartelloni estivi, quello dell'amministrazione comunale "Cervinara Sotto le Stelle" e "Opulentia festival", che viene portato avanti da Tommaso Bello e da un gruppo di volenterosi. Si potgrebbe capire una volta per tutte perchè di questo dualismo? Sono diversi anni che purtroppo assistiamo allo smantellamento categorico di tutte le iniziative che qualche privato cittadino o qualche associazione tenta di portare avanti. Come dimenticare la festa della Monragna dell'anno scorso? Da privato cittadino e ringrazio la testata giornalistica che mi ha dato voce, vorrei capire il perchè in questo nostro paese non si riescono mai a portare avanti dei discorsi improntati al bene della collettività. Non voglio fare polemiche ma vorrei solo invitare tutti ad un momento di riflessione, non sarebbe il momento di mettere da parte odio e personalismi e lavorare davvero per la crescita della nostra comunità. Non mi è sembrato davvero una cosa bella il fatto che alla conferenza stampa di Opulentia festival erano presenti amministratori della Valle Caudina e non quelli di Cervinara. Un'altra domanda. A Borgo Pirozza da diversi anni si organizza la Sagra del Tratufo, che da quello che so l'amministrazione comunale non ha mai sponsorizzato, vorrei solo capire il senso di inserire ben sette serate dedicate al tartufo nel cartellone di Ciao Estate. Forse i tartufi del Borgo Pirozza sono tartufi di serie B o quelle persone non sono nelle grazie di qualcuno? Cosi non si cresce, ma si resta chiusi in una "realtà" che potrebbe finire tra qualche mese. Non sarebbe male cospargersi la testa di cenere e cercare di scendere da un piedistallo che è temporale.