Centro Salute Mentale. È scontro aperto tra ASL e Sindaci
Pazienti abbandonati e servizi trasferiti a Puglianello dopo un'ispezione controversa. I sindaci della Valle Caudina insorgono contro l'ASL
Un portone sbarrato, nessun cartello informativo e il silenzio assordante delle istituzioni sanitarie. Da tre giorni, il Centro di Salute Mentale (CSM) di Airola ha cessato di esistere, lasciando i pazienti della Valle Caudina in un limbo assistenziale che ha il sapore dell'abbandono. La decisione del management dell'ASL di trasferire le attività a Puglianello, nella Valle Telesina, ha scatenato una bufera politica e sociale che non accenna a placarsi.
Il "Blitz" dell'ASL e la protesta dei Sindaci
La chiusura è scattata a seguito di un’ispezione del coordinatore Cavalli, che ha decretato l’inadeguatezza della sede caudina. Una scelta definita "assurda" dai rappresentanti del territorio. Il presidente della Città Caudina, Pasquale Fucci, ha inviato una nota durissima alla dirigenza ASL chiedendo chiarimenti urgenti:
"Nessun preavviso, nessun confronto, nemmeno con il Sindaco di Airola, proprietario dello stabile. Si privano pazienti fragili, spesso non autonomi negli spostamenti, di un servizio territoriale fondamentale, trasferendolo in un altro distretto difficilmente accessibile."
Manutenzione fantasma e "Autogoal" burocratici
La vicenda assume contorni grotteschi se si analizzano le cause del degrado. Lo stabile era stato concesso in comodato d'uso gratuito dal Comune nel 2013, con l'accordo che la manutenzione ordinaria spettasse all'ASL. "L'hanno lasciata degradare rendendola sporca e fatiscente" – accusa il vicesindaco Michele Napolitano – "e ora pensano che il Comune se la riprenda in questo stato? Prima devono rimetterla a posto".
Leggendo le 21 pagine del verbale ispettivo, emergono rilievi che sembrano facilmente risolvibili con interventi di routine, piuttosto che con una chiusura definitiva:
Igiene carente: Locali sporchi e polverosi (basterebbe una ditta di pulizie).
Sicurezza: Strisce antiscivolo da sostituire e fili pendenti (interventi da poche centinaia di euro).
Il caso del biliardino: Un locale ludico interdetto per "condizioni igieniche", una motivazione che appare sproporzionata rispetto alla drastica misura del trasferimento.
Il giallo delle "Deficienze Strutturali"
Il punto più critico riguarda la presunta natura "strutturale" dei danni. Nel verbale, firmato dal coordinatore Cavalli e da un geometra, si legge che le carenze sarebbero "difficilmente eliminabili". Tuttavia, sorge un dubbio di competenza: per legge, i calcoli e le perizie sulle strutture spettano a ingegneri o architetti, non a geometri.
Il rischio, paventato dalla Rete Sociale, è che si sia costruito un castello di carte burocratico per giustificare una dismissione programmata, sfiorando il profilo del "procurato allarme".
Un territorio che non si arrende
Mentre la popolazione è nel panico e i pazienti restano senza il presidio di medici, psicologi e infermieri, i Sindaci chiedono un tavolo di confronto immediato. L'obiettivo è revocare il trasferimento a Puglianello e individuare una soluzione ponte che garantisca il diritto alla cura nel perimetro della Valle Caudina.
L'integrazione socio-sanitaria, pilastro della riforma psichiatrica, sembra essere stata sacrificata sull'altare di una gestione amministrativa che molti definiscono "affrettata e miope". La palla passa ora alla Direzione Generale dell'ASL: la Valle Caudina attende risposte, non altri lucchetti.
Per la Rete Sociale, Serena Romano