Castello delle Cerimonie: Vannetiello lancia la sfida per la revoca
Il legale di Donna Imma Polese annuncia nuovi ricorsi e prove inedite per bloccare la confisca e l'ordinanza di sgombero della struttura.
L'avvocato Dario Vannetiello, legale di fiducia di Immacolata Polese, ha rotto il silenzio questa settimana a seguito della notifica dell'ordinanza di sgombero che ha colpito i proprietari del "Castello delle Cerimonie" a Sant'Antonio Abate. La strategia difensiva mira a congelare gli effetti della confisca decisa dal Tribunale di Torre Annunziata, puntando su una complessa battaglia legale che coinvolge i massimi gradi della giustizia italiana. Secondo quanto dichiarato dal penalista, la partita per il futuro dell'hotel La Sonrisa resta ancora aperta nonostante i recenti provvedimenti restrittivi.
La difesa punta con decisione sulla Corte di Cassazione, dove è già depositato un ricorso mirato a ottenere la revoca definitiva del provvedimento di confisca dell'intera struttura ricettiva. Vannetiello sostiene con fermezza che non si possa escludere un ribaltamento della situazione attuale, poiché i giudici della Suprema Corte sono chiamati a valutare profili di legittimità che potrebbero inficiare l'iter seguito finora. Questa mossa rappresenta il primo pilastro di una controffensiva giudiziaria che cerca di salvaguardare l'attività economica e il patrimonio della famiglia Polese.
Oltre al giudizio pendente davanti agli ermellini, il collegio difensivo sta preparando una mossa ulteriore che verrà formalizzata già la prossima settimana presso la Corte di Appello di Roma. Si tratta di una nuova istanza di revisione della sentenza di condanna che ha originato la perdita del bene, uno strumento giuridico straordinario attivato solo in presenza di elementi estremamente solidi. I legali intendono contestare nel merito le decisioni precedenti, cercando di dimostrare l'insussistenza dei presupposti che hanno portato al drastico provvedimento di acquisizione al patrimonio comunale.
A supporto di questa imminente richiesta di revisione ci sarebbero prove nuove e documentazioni inedite che puntano a riaprire completamente la vicenda processuale del Castello. Tali elementi probatori, rimasti finora fuori dal dibattimento, sarebbero finalizzati a dimostrare una realtà diversa da quella cristallizzata nelle sentenze passate, offrendo una via d'uscita per salvare il complesso turistico. La tensione resta alta tra i lavoratori e i proprietari, mentre si attende che i magistrati romani si pronuncino sulla validità di questi nuovi argomenti difensivi.