Castello delle Cerimonie: la Cassazione rigetta la revisione ma la sfida resta aperta

La Suprema Corte dice no alla richiesta di difesa e Procura, ma pende un secondo ricorso per revocare la confisca.

10 luglio 2026 09:38
Notizia verificata · Fonte: Redazione · Vedi fonti
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La quarta sezione penale della Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi contro l'inammissibilità della revisione della sentenza definitiva del Tribunale di Torre Annunziata, confermando la confisca del Castello delle Cerimonie. Nonostante il parere favorevole dello stesso Procuratore Generale, la Suprema Corte ha respinto le istanze presentate dai difensori di Concetta e Agostino Polese per dimostrare l'insussistenza del reato di lottizzazione abusiva attraverso nuove prove.

Le ragioni giuridiche formulate dal collegio difensivo composto dagli avvocati Dario Vannetiello, Veronica Paturzo, Andrea Castaldo e Stefano Montone erano indubbiamente consistenti, avendo addirittura convinto il Procuratore Generale della Cassazione a chiedere l’annullamento della sentenza emessa dalla Corte di appello di Roma. La Procura Generale, insieme ai difensori di Polese Concetta e Polese Agostino, aveva chiesto alla Suprema Corte di disporre un nuovo giudizio presso la Corte di appello di Roma, non essendo state valutate numerosissime prove nuove introdotte di recente dalla difesa al fine di dimostrare l’insussistenza del reato di lottizzazione abusiva che ha portato alla confisca della nota struttura.

Alcuni mesi orsono, anche nel giudizio di merito, le ragioni indicate dalla difesa avevano convinto un altro Procuratore Generale, quello presso la Corte di appello di Roma. Quest'ultimo aveva infatti chiesto di conferire una duplice perizia al fine di verificare sia la data di ultimazione delle opere, onde verificare se il reato fosse ormai prescritto, sia la reale consumazione del reato di lottizzazione abusiva contestato alla proprietà.

La Suprema Corte, all’esito di una lunga camera di consiglio, ha sorprendentemente ritenuto di disattendere la richiesta congiunta di annullamento della sentenza formulata dalla accusa e dalla difesa. Le ragioni di tale decisione verranno rese note successivamente, allorquando verrà depositata la decisione ufficiale. Comunque la vicenda non è affatto chiusa, atteso che pende in Cassazione un altro ricorso a firma dell’avvocato Dario Vannetiello, finalizzato sempre ad ottenere la revoca della confisca del castello delle cerimonie ma fondato su una ragione giuridica diversa dalle precedenti.

Secondo il penalista la condanna alla confisca andrebbe annullata perché sarebbe stata partorita grazie ad una prova falsa. A breve la Corte di cassazione renderà nota la data di udienza allorquando verrà discusso il secondo ricorso, dopo che il primo ricorso proposto dalla difesa, convincendo l’autorevole Procuratore Generale, ha prodotto l’effetto di evidenziare comunque la esistenza di forti dubbi sulla legittimità della confisca disposta.

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Verificato il: 10 luglio 2026

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