Cassazione annulla ancora la misura interdittiva per l'imprenditore irpino Gerardo Santoli

La Suprema Corte accoglie il ricorso della difesa e rinvia per la terza volta il caso dell'imprenditore al Riesame di Napoli.

A cura di Redazione
02 maggio 2026 09:11
Cassazione annulla ancora la misura interdittiva per l'imprenditore irpino Gerardo Santoli -
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La quarta sezione della Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza cautelare emessa dal Tribunale del Riesame di Napoli nei confronti dell'imprenditore irpino Gerardo Santoli. I giudici di legittimità, accogliendo il ricorso presentato dai legali Dario Vannetiello e Luigi Petrillo, hanno revocato il divieto di esercitare attività d’impresa e uffici direttivi che era stato nuovamente imposto all'indagato. Il caso riguarda presunte irregolarità legate a certificazioni professionali per i dipendenti della Alto Calore Service Spa, finalizzate a una ipotizzata evasione fiscale.

La vicenda giudiziaria si complica ulteriormente poiché si tratta del secondo annullamento consecutivo operato dalla Cassazione su una medesima richiesta cautelare. Nonostante un primo rinvio operato dalla terza sezione penale, i magistrati partenopei avevano infatti insistito nell'applicare la misura interdittiva, costringendo la difesa a un nuovo ricorso. Questa sequenza di decisioni contrastanti evidenzia una divergenza interpretativa tra i giudici di merito e quelli di legittimità in ordine alla sussistenza dei presupposti per limitare la libertà professionale dell'imprenditore.

Le accuse rivolte a Santoli vertono sul rilascio di attestati considerati fittizi circa la trasparenza delle competenze acquisite dal personale della società Alto Calore. Secondo l'ipotesi accusatoria, formulata dal Pubblico Ministero e ancora tutta da verificare nelle sedi opportune, tali documenti sarebbero serviti a generare indebiti vantaggi fiscali in materia di imposte sui redditi e IVA. L'imprenditore, che risulta incensurato, ha sempre respinto gli addebiti attraverso i propri legali, sottolineando la fragilità dell'impianto indiziario che ha portato a questo lungo braccio di ferro processuale.

Si prospetta ora un evento piuttosto insolito nel panorama giuridico italiano, ovvero la celebrazione di un terzo giudizio davanti a una diversa sezione del Tribunale del Riesame di Napoli. La doppia bocciatura subita dalle ordinanze della decima sezione partenopea sembra ora spianare la strada verso un definitivo rigetto dell'istanza cautelare. In attesa della fissazione della nuova udienza, la difesa esprime ottimismo circa la risoluzione della vicenda, ritenendo che i rilievi dei giudici della Suprema Corte abbiano ormai chiarito l'assenza delle esigenze cautelari necessarie per sostenere la misura.

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