Caso Monaldi, Petruzzi "Mai preso percentuali sui risarcimenti"
Il legale della famiglia Caliendo replica alle critiche: "Mai usato il patto di quota lite, il mio operato è guidato dal rigore forense".
Al centro di una vera e propria bufera mediatica dopo le considerazioni sul risarcimento per la morte del piccolo Domenico Caliendo (deceduto dopo un trapianto di cuore al Monaldi), l'avvocato Francesco Petruzzi interviene con una nota ufficiale. L'obiettivo è fare chiarezza sulla natura delle proprie parcelle e respingere le ombre gettate sulla sua condotta professionale.
Trasparenza sui compensi: "No alla quota lite"
Il legale ha voluto smentire categoricamente l'utilizzo di accordi economici basati sul risultato, pratica spesso discussa nell'ambito della malasanità.
"Voglio sottolineare che non ho mai fatto ricorso a pattuizioni di quota lite (percentuale sul risarcimento, ndr), né nel caso in esame né in altri numerosi procedimenti seguiti nel tempo".
Secondo Petruzzi, la scelta di non legare la parcella all'entità del risarcimento è una posizione etica e professionale che lo distingue da altre realtà del settore, dove tali pratiche — pur presentando criticità normative — risultano diffuse.
La difesa della deontologia
Per il legale della famiglia Caliendo, il tema del risarcimento in ambito sanitario è una materia di "assoluta delicatezza" che non può essere trasformata in un terreno di scontro ideologico o strumentale. La nota richiama alla necessità di equilibrio e senso delle istituzioni e Petruzzi risponde a chi ha evocato violazioni deontologiche, definendo tali accuse "parziali" e invitando gli interlocutori a un esame di coscienza prima di giudicare l'operato altrui.
Disponibilità al confronto
L'articolo si chiude con la conferma della linea di massima trasparenza adottata dall'avvocato. Petruzzi si è dichiarato "disponibile a ogni confronto nelle sedi competenti", ribadendo che la serietà e la responsabilità restano i pilastri del suo mandato difensivo in una vicenda così tragica e complessa.