Caso Carbonaro: la rabbia del legale contro la misura per i genitori di Martina

Dopo le denunce dei parenti dell'omicida la Procura chiede il divieto di avvicinamento per la famiglia

25 luglio 2026 19:06
Caso Carbonaro: la rabbia del legale contro la misura per i genitori di Martina -
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Nel maggio 2025 ad Afragola, in provincia di Napoli, la quattordicenne Martina Carbonaro è stata barbaramente uccisa a colpi di pietra dall'ex fidanzato Alessio Tucci. Durante e dopo la prima udienza del processo in Corte d'Assise a Napoli, il 19 maggio scorso, si sono verificati accesi episodi e contestazioni tra le parti che hanno spinto i familiari dell'imputato a sporgere formale denuncia. A seguito di tali segnalazioni, la Procura di Napoli Nord ha richiesto l'applicazione della misura cautelare del divieto di avvicinamento nei confronti dei genitori della vittima, Marcello Carbonaro ed Enza Cossentino, per i quali è stato fissato l'interrogatorio il prossimo 3 agosto in vista della decisione del giudice.

L'avvocato della famiglia, Sergio Pisani, ha espresso profonda amarezza definendo la scelta un atto che fa uccidere Martina una seconda volta dallo Stato. Il legale ha sottolineato come il diritto penale e la giurisprudenza della Corte di Cassazione impongano di valutare il contesto e le concrete circostanze prima delle parole, escludendo il reato di minaccia quando le frasi costituiscono solo un doloroso sfogo emotivo e non una reale intimidazione. Pisani ha ribadito che non si tratta di criminali persecutori ma di due genitori devastati che da oltre un anno vivono uno strazio immenso senza aver mai ricevuto alcun tipo di sostegno psicologico o umano.

Il difensore evidenzia come le istituzioni abbiano del tutto abbandonato la famiglia Carbonaro nel momento più drammatico della loro esistenza, preferendo la strada della repressione a quella della comprensione. Se davvero la Procura riteneva necessario un intervento istituzionale, sarebbe bastato un semplice richiamo in caserma, un ammonimento formale o l'avvio di un percorso di supporto. Invece di applicare le direttive europee a tutela delle vittime, si sceglie oggi di processare e criminalizzare il dolore di due persone lasciate completamente sole dopo la tragedia.

Infine, l'avvocato Pisani rinnova il suo appello pubblico e chiede l'intervento immediato del Ministro della Giustizia per verificare le ragioni di questo isolamento e dell'accanimento cautelare. Il legale ricorda inoltre la totale assenza dello Stato di fronte alle denunce per le offese social subite dalla ragazzina, al rogo dello striscione in suo ricordo e al danneggiamento della targa sulla panchina rossa. Pisani conclude affermando di vergognarsi per questo comportamento istituzionale e confermando il suo pieno sostegno ai genitori, ribadendo che le istituzioni dovrebbero proteggere le vittime e non trasformarle in imputati della loro stessa sofferenza.

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