Caro carburanti, il Pastificio Rummo si ferma: manca il grano

Il blocco dei trasporti ferma la produzione a Benevento e rallenta altri pastifici. Cosimo Rummo lancia l’allarme sulle scorte e sui rischi per il Sud.

20 ottobre 2026 10:15
Caro carburanti, il Pastificio Rummo si ferma: manca il grano -
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La protesta degli autotrasportatori contro il caro carburanti mette in difficoltà il settore agroalimentare italiano. Tra le aziende colpite c’è anche il Pastificio Rummo di Benevento, costretto a interrompere la produzione a causa del mancato arrivo delle materie prime e dell’esaurimento delle scorte disponibili.

«Ora siamo fermi, ieri è stato per noi il primo giorno di stop perché non arrivano camion né cisterne e abbiamo terminato anche le scorte. È ormai da una settimana che questa situazione va avanti». A lanciare l’allarme è Cosimo Rummo, presidente e amministratore delegato dell’azienda.

Produzione bloccata e materie prime insufficienti

Il mancato approvvigionamento del grano ha costretto lo stabilimento sannita a fermarsi, mentre altre realtà del comparto, come La Molisana, hanno dovuto ridurre drasticamente i ritmi produttivi. Difficoltà analoghe interessano anche i principali pastifici della Puglia.

Secondo Rummo, la crisi coinvolge una parte significativa della produzione nazionale di pasta, attualmente ferma o fortemente rallentata. Una situazione che evidenzia quanto il settore agroalimentare dipenda dalla regolarità dei trasporti per garantire l’arrivo delle materie prime e la continuità delle attività industriali.

I rischi per l'approvvigionamento alimentare

Le conseguenze economiche e produttive dipenderanno soprattutto dalla durata della protesta. Un'interruzione limitata potrebbe essere assorbita recuperando successivamente i volumi persi. Uno stop prolungato, invece, rischierebbe di provocare conseguenze ben più pesanti.

«Se lo stop durerà qualche giorno, credo che la produzione potrà essere recuperata. Diverso sarebbe il discorso, se la protesta dovesse protrarsi a lungo. In quel caso si lascerà praticamente il Sud senza cibo né medicine», avverte l'imprenditore.

Preoccupazione per i prodotti freschi

A preoccupare non è soltanto il rallentamento delle industrie alimentari, ma anche la tenuta della distribuzione, soprattutto per i prodotti con una durata di conservazione più breve.

«La pasta secca ha una vita media di due anni, il che significa che in molti casi i supermercati tendono ad avere ancora scorte. Ma i beni freschi come la frutta e la verdura già cominciano a mancare», sottolinea Rummo.

Il rischio, dunque, è che il protrarsi del blocco dei trasporti possa aggravare le difficoltà di approvvigionamento, con ripercussioni sulle aziende, sui distributori e sui consumatori. Per il comparto agroalimentare, la ripresa della circolazione delle merci resta fondamentale per riportare gli stabilimenti a pieno regime e scongiurare ulteriori interruzioni nelle forniture.

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