Caro carburanti, Ferrante (Mit): «Contrasteremo gli atti criminali»
Il sottosegretario di Forza Italia: «Circa 430 milioni di euro in crediti d’imposta e 590 milioni per il rinnovo dei mezzi». Il Governo punta ad accelerare gli aiuti mentre proseguono i blocchi sulle strade del Sud.
Il Governo è vicino alle imprese di autotrasporto e alle loro richieste contro il caro carburanti, ma non tollererà blocchi illegittimi, minacce e danneggiamenti ai mezzi. È la posizione ribadita da Tullio Ferrante, sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e deputato di Forza Italia, intervenuto in diretta su TRM Network nel pieno delle proteste che stanno interessando diverse aree del Mezzogiorno.
«Il Governo è vicino al mondo dell’autotrasporto, che avanza richieste legittime rispetto al tema del caro carburanti», ha dichiarato Ferrante, sottolineando però la necessità di distinguere le manifestazioni legittime dai comportamenti che compromettono la circolazione e la libertà di chi non intende aderire alla protesta.
Il sottosegretario ha denunciato episodi di blocco delle principali arterie stradali del Sud, sabotaggi ai camion e minacce nei confronti dei trasportatori che scelgono di continuare a lavorare. «Di fronte a simili comportamenti di tipo criminale, la risposta dello Stato deve essere ferma», ha affermato.
Le risorse per contrastare il caro gasolio
Al centro dell’intervento anche gli strumenti economici messi in campo per sostenere il comparto. Ferrante ha richiamato gli stanziamenti indicati dal Mit: circa 430 milioni di euro sotto forma di crediti d’imposta e 590 milioni destinati al rinnovo del parco mezzi.
Secondo il sottosegretario, l’approvazione di un decreto-legge in Consiglio dei ministri punta a rendere più rapide ed effettive le erogazioni, oltre a consentire la mobilitazione di nuove risorse. Tra le misure indicate figura anche la possibilità di sospendere per alcuni mesi le rate dei leasing, così da alleggerire la pressione finanziaria sulle aziende.
Un altro fronte riguarda le piccole imprese, per le quali le regole europee possono impedire l’accesso agli strumenti di credito d’imposta. «Stiamo ragionando sugli strumenti più efficaci per sostenere anche le piccole imprese», ha spiegato Ferrante, confermando l’intenzione di individuare forme di sostegno compatibili con la normativa vigente.
Sud sotto pressione, cresce la preoccupazione per i blocchi
Le dichiarazioni arrivano in una fase di forte tensione. Secondo quanto riferito dall’ANSA il 21 ottobre, le proteste hanno provocato disagi alla circolazione soprattutto nel Mezzogiorno, mentre le forze dell’ordine hanno avviato identificazioni e denunce per i blocchi stradali. Le ripercussioni riguardano anche il trasporto delle merci, gli approvvigionamenti e le attività produttive.
Anche le principali associazioni di categoria hanno chiesto un intervento per rimuovere i presidi che ostacolano la circolazione, ribadendo la necessità di affrontare il problema attraverso il confronto con il Governo. In una nota del 21 ottobre, undici sigle dell’Albo degli autotrasportatori hanno evidenziato i rischi per il sistema degli approvvigionamenti e per le imprese.
La questione resta dunque duplice: da una parte, il peso del costo del gasolio sui bilanci delle aziende e la richiesta di liquidità immediata; dall’altra, la necessità di garantire la libera circolazione di persone e merci.
«Il Governo continuerà a dare risposte concrete al mondo dell’autotrasporto, ma contrasterà al tempo stesso con fermezza le proteste illegittime che danneggiano i cittadini e il sistema produttivo», ha concluso Ferrante.
Gli aiuti già previsti e i prossimi passaggi
Il sostegno al settore comprende già misure operative. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha previsto un credito d’imposta per compensare parte della maggiore spesa sostenuta per il gasolio tra marzo e agosto 2026. La finestra per presentare le domande si è chiusa il 20 settembre e gli importi riconosciuti sono soggetti al limite delle risorse disponibili.
Il confronto si sposta ora sulla rapidità degli interventi, sull’eventuale rafforzamento degli strumenti di sostegno e sulle condizioni per riportare la protesta entro forme che non compromettano la circolazione. La sfida, per il Governo, è conciliare le esigenze economiche di una categoria esposta all’aumento dei costi con la tutela delle imprese, dei cittadini e dell’intera filiera logistica.