Carceri: sequestrato cellulare ad Avellino, la battaglia della Polizia

I poliziotti intercettano un telefono nella Casa Circondariale di Bellizzi Irpino. Il SAPPE plaude all'operazione e chiede più tecnologia.

12 agosto 2026 21:59
Carceri: sequestrato cellulare ad Avellino, la battaglia della Polizia -
Condividi

Un cellulare completo di scheda SIM è stato sequestrato all'interno della Casa Circondariale di Avellino al termine di un'operazione straordinaria di perquisizione condotta dalla Polizia Penitenziaria. L'intervento è scattato a seguito di precisi sospetti sull'uso del dispositivo, sorpreso mentre veniva impiegato da un detenuto nei locali bagno per comunicare con la moglie. L'operazione, coordinata tra il personale della Sorveglianza Generale, gli agenti del reparto infermeria e le unità di supporto, ha permesso di rinvenire l'apparecchio e interrompere il flusso di comunicazioni non autorizzate verso l'esterno.

La brillante riuscita del blitz è stata subito evidenziata dai vertici del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, con il segretario generale Donato Capece e la vicesegretaria regionale della Campania Marianna Argenio che hanno espresso un vivo apprezzamento per l'intuito e la tempestività degli agenti. I rappresentanti sindacali hanno ribadito come la presenza di dispositivi mobili tra le sbarre rappresenti una minaccia concreta per l'ordine pubblico, poiché un semplice telefono può facilmente trasformarsi in uno strumento per impartire disposizioni criminali, gestire traffici illeciti o esercitare pressioni esterne. Il successo di Bellizzi Irpino dimostra ancora una volta l'elevato livello di professionalità e la dedizione con cui le donne e gli uomini della Penitenziaria vigilano quotidianamente sulla legalità, pur operando spesso in contesti complessi e con risorse ridotte.

A margine dell'episodio, il SAPPE ha rinnovato con forza l'appello alle istituzioni affinché vengano messi a disposizione del personale strumenti tecnologici adeguati, sistemi di schermatura efficaci e un rafforzamento degli organici. La lotta all'ingresso di oggetti vietati all'interno degli istituti di pena costituisce una delle sfide più delicate per la sicurezza nazionale, e solo investimenti mirati potranno garantire una prevenzione strutturale. In questo scenario, gli agenti continuano a rappresentare un presidio fondamentale dello Stato che, lontano dai riflettori della cronaca, lavora ogni giorno per proteggere le istituzioni e garantire la convivenza civile nelle carceri italiane.

Segui Informazione Sei