Carceri, scontro sui frigoriferi in cella: Ciambriello attacca il DAP

Il portavoce dei Garanti contesta la rimozione dei refrigeratori disposta dal capo del DAP: una misura pericolosa in vista dell'estate.

A cura di Redazione
27 aprile 2026 18:52
Carceri, scontro sui frigoriferi in cella: Ciambriello attacca il DAP -
Condividi

Samuele Ciambriello, portavoce della Conferenza nazionale dei Garanti dei reclusi, ha duramente criticato la recente disposizione di Stefano Carmine De Michele, capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, che ordina la rimozione dei frigoriferi dalle celle per trasferirli in spazi comuni. La decisione, giunta in un momento di grave sovraffollamento carcerario, ha sollevato forti polemiche per le possibili ripercussioni igieniche e di ordine pubblico durante l'imminente emergenza caldo.

La disposizione del DAP appare in netta contraddizione con le direttive emanate appena poche settimane fa dalla Direzione Generale dei Detenuti e del Trattamento, che invece incoraggiava l'incremento di tali apparecchi per tutelare la salute dei ristretti. Secondo Ciambriello, sottrarre uno strumento essenziale per la conservazione di cibo e acqua non garantisce maggiore sicurezza, ma rischia soltanto di acuire le tensioni già latenti all'interno degli istituti penitenziari italiani.

Il portavoce ha sottolineato l'irrazionalità del provvedimento ricordando come, solo lo scorso 31 marzo, il direttore Ernesto Napolillo avesse raccomandato l'uso dei frigoriferi proprio per prevenire sprechi idrici e migliorare le condizioni di vita in estate. L'inversione di tendenza imposta dal vertice del DAP solleva interrogativi critici circa l'origine di questo improvviso rigore, che ignora di fatto la prassi consolidata in molte strutture dove la presenza del frigo in camera è ormai considerata un elemento minimo di civiltà.

Di fronte a tale scenario, la Conferenza dei Garanti ha lanciato un appello urgente alla politica affinché intervenga tempestivamente per correggere la rotta. La richiesta formale, rivolta direttamente al ministro della Giustizia Carlo Nordio, è quella di annullare la nota del capo del DAP, evitando così che una scelta considerata miope e discriminatoria possa degenerare in una vera e propria crisi sanitaria ed emergenza sociale nei prossimi mesi estivi.

Segui Informazione Sei