Carcere di Santa Maria Capua Vetere, il Garante Ciambriello denuncia il sovraffollamento

Il Garante campano dei detenuti ha effettuato un accesso nell’istituto: presenti 1.029 persone a fronte di una capienza effettiva fortemente ridotta

29 agosto 2026 07:35
Carcere di Santa Maria Capua Vetere, il Garante Ciambriello denuncia il sovraffollamento -
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Un quadro segnato dal sovraffollamento e dalla carenza di personale, con diverse criticità evidenziate dagli stessi detenuti. È quanto emerso dall’accesso effettuato nel carcere di Santa Maria Capua Vetere dal Garante campano delle persone private della libertà, Samuele Ciambriello, che ha incontrato numerosi detenuti, sia nei reparti di alta sicurezza, tra cui il reparto Tamigi, sia nelle sezioni di media sicurezza.

All’interno della struttura sono attualmente presenti 1.029 detenuti: 53 donne ristrette in alta sicurezza, 799 uomini detenuti per reati comuni e 177 uomini in alta sicurezza.

La capienza regolamentare dell’istituto è di 826 posti, ma da questo dato devono essere sottratti circa 150 posti non disponibili a causa dei lavori di ristrutturazione nei reparti Tevere e Danubio. Una situazione che porta il sovraffollamento a circa il 135 per cento.

Particolarmente significativo il dato relativo al reparto Nilo, dove sono presenti 440 detenuti a fronte di una capienza di 286 posti.

A destare preoccupazione sono anche i numeri relativi alle persone detenute con problematiche legate alla tossicodipendenza: sono complessivamente 326.

Sul fronte degli educatori, attualmente in servizio risultano 11 operatori, a fronte dei circa 20 che sarebbero necessari. Una situazione destinata a peggiorare ulteriormente, considerando che a settembre uno degli educatori andrà in pensione.

Ancora più evidente la carenza di personale della Polizia penitenziaria: gli addetti effettivamente in servizio sono 412, con una scopertura di almeno 110 unità.

Il Garante e il suo staff sono stati accolti dalla vice direttrice dell’istituto, Maria Manna, e dal vice comandante della Polizia penitenziaria.

Al termine della visita, Ciambriello ha raccolto le segnalazioni dei detenuti, soffermandosi in particolare sulle difficoltà nell’accesso alle cure.

«I detenuti hanno lamentato difficoltà nell’essere curati, sia all’interno dell’istituto, sia presso le strutture specialistiche ed ospedaliere», ha spiegato il Garante.

Nel reparto Tamigi è stato recentemente attivato un punto infermieristico, così come nel reparto Senna. Durante la visita, tuttavia, entrambi i presidi risultavano chiusi. Secondo quanto riferito dai detenuti, inoltre, nei punti infermieristici sarebbe prevista esclusivamente la presenza di infermieri e non di medici di reparto.

«È evidente che mancano medici, psicologi, psichiatri, assistenti sociali e mediatori culturali e linguistici», ha sottolineato Ciambriello.

Tra le segnalazioni raccolte anche quelle relative alle visite specialistiche. In alcuni casi, secondo quanto riferito al Garante, erano stati fissati appuntamenti presso ospedali o strutture specializzate, ma le visite non sarebbero state effettuate perché, nel giorno stabilito, non era disponibile la scorta necessaria per accompagnare il detenuto.

Un altro tema sollevato durante gli incontri riguarda le persone detenute con problemi di tossicodipendenza.

«I detenuti con problematiche legate alla tossicodipendenza lamentano che non ci sono sezioni ad hoc per loro e programmi di inserimento in comunità terapeutiche», ha riferito il Garante.

Una questione che, secondo le segnalazioni raccolte, si intreccia con la necessità di percorsi specifici di trattamento e reinserimento.

Durante gli incontri, sia i detenuti di alta sicurezza sia quelli di media sicurezza hanno inoltre manifestato la richiesta di una maggiore presenza della magistratura di sorveglianza, anche attraverso colloqui individuali in streaming.

Tra le principali lamentele figurano i tempi relativi alle decisioni sui permessi premio e sui permessi per necessità. I detenuti avrebbero evidenziato come i tempi siano spesso lunghi e come, in alcuni casi, non consentano di conoscere tempestivamente i provvedimenti.

È stata inoltre manifestata la richiesta di motivazioni maggiormente comprensibili nei casi in cui vengono negati i benefici.

Ciambriello ha annunciato che nei prossimi giorni predisporrà una relazione su quanto emerso durante la visita.

«La prossima settimana invierò una relazione di quello che è accaduto oggi e di quanto verificato», ha dichiarato, spiegando che la documentazione sarà trasmessa alla direzione sanitaria del carcere, alla direzione dell’istituto e al coordinamento della magistratura di sorveglianza di Santa Maria Capua Vetere.

Il Garante ha infine sottolineato come il problema del sovraffollamento non riguardi esclusivamente la popolazione detenuta.

«Il sovraffollamento penitenziario non colpisce solamente i detenuti ma anche gli operatori penitenziari, che soffrono di un forte sotto organico in tutti i ruoli», ha concluso.

Nel corso dell’accesso, il Garante ha potuto verificare anche la collocazione della stanza dell’affettività, situata al primo piano, lungo il corridoio dove vengono effettuati i colloqui.

Il locale, secondo quanto verificato, è composto da un letto matrimoniale, due comodini, un tavolino e un bagno dotato di lavandino, wc e bidet.

La Direzione ha comunicato al Garante che, al momento, sono arrivate richieste soprattutto da parte di detenuti e detenute ristretti nei reparti di alta sicurezza.

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