Carburanti, il tetto Eni agevola gli automobilisti ma mette in crisi i gestori
Il price cap contiene i prezzi alla pompa, ma rischia di comprimere i margini della rete: in Campania scatta l’allarme degli operatori.
Il price cap deciso da Eni può dare una boccata d’ossigeno agli automobilisti, ma rischia di aprire un nuovo fronte nella rete dei distributori campani. Da lunedì scatta il limite massimo ai prezzi dei carburanti, inizialmente per 30 giorni e con la possibilità di proroga fino alla fine dell’anno. Una misura destinata a incidere direttamente sulle tasche dei consumatori proprio mentre il mercato torna a registrare nuovi rincari e viene dimezzato il peso delle accise.
In Campania, però, dietro il possibile risparmio alla pompa si apre la partita più delicata: quella dei gestori. Gli operatori della distribuzione guardano con preoccupazione alla decisione del colosso petrolifero e avvertono che un tetto imposto ai prezzi rischia di alterare gli equilibri della rete, soprattutto per gli impianti con margini già ridotti.
Il punto è semplice: se il prezzo viene tenuto sotto controllo a monte, chi sostiene il costo della differenza? È la domanda che arriva dalla rete e che assume un peso particolare in una regione dove la distribuzione è capillare e dove la concorrenza tra impianti si intreccia con costi di gestione, personale, logistica e differenze territoriali.
La misura di Eni, con lo Stato principale azionista della società, ha inoltre un effetto immediato sul mercato: fissa un riferimento che rischia di mettere sotto pressione gli altri operatori e alimenta il pressing perché anche le altre compagnie adottino un tetto ai prezzi.
Per gli automobilisti campani, dunque, la prospettiva è quella di un possibile sollievo al distributore. Per i gestori, invece, il timore è che la corsa al prezzo più basso finisca per scaricare proprio sull’ultimo anello della filiera il peso della partita.
E mentre sulle strade della Campania riparte la caccia al distributore più conveniente, si apre un confronto che va ben oltre il prezzo della benzina: da una parte la necessità di proteggere i consumatori dagli aumenti, dall’altra la sostenibilità economica di una rete di impianti che rischia di trovarsi schiacciata tra prezzi calmierati e costi crescenti.
La domanda, adesso, è soprattutto regionale: quanto durerà il beneficio per gli automobilisti campani e quale sarà il conto per chi ogni giorno tiene aperti i distributori?