Capaccio Paestum, sfiduciato il sindaco Paolino: dopo 15 mesi cade la giunta
Nove consiglieri di maggioranza firmano la sfiducia dal notaio: decisivi i contrasti interni su bilancio, turismo e gestione amministrativa.
L'amministrazione comunale di Capaccio Paestum guidata dal sindaco Gaetano Paolino, eletto nel 2025 alla guida di una coalizione di liste civiche sostenuta anche dal Pd, arriva così al capolinea dopo appena quindici mesi di mandato. Tra i firmatari dell'atto che ha decretato la fine dell'esperienza amministrativa figurano i consiglieri Angelo Quaglia, Antonio Agresti, Igor Ciliberti, Maria Rosaria Giuliano, Antonio Mastrandrea, Gianmarco Scairati, Eustachio Voza, Adele Renna e Simona Corradino.
La spaccatura giunge al termine di diversi mesi caratterizzati da crescenti tensioni interne alla compagine di governo. In particolare, come sottolineato dalla consigliera Renna, si imputano al primo cittadino la sostanziale assenza di dialogo, le contestate modalità di gestione della stagione turistica, i nodi legati alla trasformazione dell'azienda speciale Paistom e le scelte relative al piano urbanistico comunale. La crisi politica ha poi subito un'accelerazione decisiva ed è precipitata nei giorni scorsi in seguito alla mancata approvazione dell'assestamento di bilancio durante la seduta del Consiglio comunale.
La parabola politica di Gaetano Paolino, che era stato eletto al primo turno nel maggio 2025 raccogliendo il 57,63% dei consensi, si chiude dunque in anticipo rispetto alla scadenza naturale. Con il deposito ufficiale della sfiducia si avvia ora l'iter formale che porterà allo scioglimento del Comune e all'affidamento dell'ente a una gestione commissariale, la quale guiderà la comunità locale fino alle prossime consultazioni elettorali.