Caos Provincia Avellino dopo che il TAR ha accolto ricorso di Aquino
Dopo la decisione dei giudici amministrativi sulla ponderazione del voto a Montefredane, si profila l'annullamento della proclamazione.
L'attuale assetto amministrativo della Provincia di Avellino è stato scosso lo scorso aprile dalla decisione del Tribunale Amministrativo Regionale di Salerno, che ha accolto il ricorso presentato dal sindaco di Montefredane, Ciro Aquino. L'azione legale contestava l'errata attribuzione della fascia demografica del comune ai fini del calcolo del voto ponderato durante le ultime elezioni provinciali. Di conseguenza, la posizione del presidente uscente e l'intero equilibrio di Palazzo Caracciolo tornano prepotentemente in discussione, aprendo la strada a un possibile ricalcolo dei voti o, nello scenario più drastico, a un ritorno anticipato alle urne per l'ente di Piazza Libertà.
La sentenza ha evidenziato una discrepanza tecnica significativa nel conteggio delle preferenze, poiché il passaggio di Montefredane in una fascia superiore avrebbe dovuto garantire un peso maggiore ai voti espressi dai suoi consiglieri. I giudici hanno confermato che l'ufficio elettorale non ha aggiornato i dati demografici ufficiali, alterando di fatto il quoziente finale che ha determinato la vittoria elettorale. Questo vizio procedurale non rappresenta soltanto un dettaglio burocratico, ma incide direttamente sulla legittimità democratica dell'attuale governance provinciale, rendendo necessario un intervento correttivo immediato per ripristinare la correttezza del voto espresso dai rappresentanti dei territori irpini.
Il clima politico ad Avellino si è surriscaldato rapidamente dopo la pubblicazione del dispositivo, con le forze di opposizione che chiedono ora un passo indietro dei vertici attuali. Mentre la maggioranza valuta l'ipotesi di un ricorso al Consiglio di Stato per sospendere l'esecutività della sentenza, i partiti si preparano a una nuova fase di negoziazione interna. La frammentazione del panorama politico locale rende ogni spostamento di voti ponderati decisivo, specialmente in un contesto dove il divario tra i candidati principali era già stato minimo al momento dello scrutinio originale.
Le ripercussioni amministrative di questo stallo preoccupano i sindaci della provincia, che temono un rallentamento nell'approvazione di progetti cruciali legati ai fondi europei e alla manutenzione stradale. La gestione della Provincia richiede una guida stabile e pienamente legittimata per interloquire con i ministeri e la Regione Campania in una fase storica complessa. Resta da capire se il ricalcolo dei voti confermerà l'attuale leadership o se il ribaltamento dei pesi demografici consegnerà la fascia azzurra a un nuovo presidente, ridisegnando completamente i rapporti di forza nell'intero territorio provinciale.