Campi Flegrei, il grido d'allarme: Stato di Emergenza e Legge Speciale subito
Lettera aperta a Musumeci da Laura Iovinelli del Comitato Emergenza Campi Flegrei. Stasera migliaia di cittadini in piazza a Pozzuoli.
La paura non è più un sentimento passeggero, ma una convivenza forzata per chi abita la caldera dei Campi Flegrei, dove il bradisismo continua a dettare i ritmi di una quotidianità precaria. La scossa di magnitudo 4.7 dello scorso 31 luglio ha riacceso l’angoscia in un territorio già profondamente provato, spingendo il Comitato Emergenza Campi Flegrei, attraverso la portavoce Laura Iovinelli, a rivolgere un appello accorato e perentorio al Ministro per la Protezione Civile, Nello Musumeci. La richiesta è chiara: il Governo deve assumersi la responsabilità di dichiarare lo Stato di Emergenza nazionale, senza attendere che il susseguirsi degli eventi sismici trasformi un’emergenza annunciata in una tragedia irreparabile.
La gestione ordinaria ha fallito nel restituire sicurezza e stabilità a una popolazione che, in molti casi, vive ancora la condizione di sfollamento dal 2024. Le istituzioni locali avevano inizialmente certificato, tramite relazioni tecniche post-sisma, l'impossibilità di far fronte alla crisi con i soli mezzi comunali, per poi inspiegabilmente virare verso la sola richiesta di una Legge Speciale dopo i recenti vertici istituzionali. I cittadini denunciano questo cambio di rotta e pretendono chiarezza, sottolineando come le due misure non siano alternative, ma complementari e ugualmente vitali.
Lo Stato di Emergenza è ritenuto indispensabile per fronteggiare le criticità immediate, dalla sicurezza degli edifici scolastici fino all'integrità delle infrastrutture strategiche come la ferrovia Cumana e le vie di fuga, attualmente compromesse da strade interrotte e servizi essenziali dislocati. Un tecnico può dichiarare agibile un edificio oggi, ma nessuno può garantire che la medesima struttura resista alle continue e imprevedibili sollecitazioni di un fenomeno ancora in pieno svolgimento.
Parallelamente, la Legge Speciale viene invocata per pianificare il futuro del territorio attraverso un piano pluriennale strutturato. Questo progetto a lungo termine deve includere incentivi economici congrui per favorire l'allontanamento volontario dei residenti dalle aree a maggior rischio, puntando a un progressivo alleggerimento della densità abitativa. I residenti ricordano che lo sviluppo urbanistico di quest'area è stato storicamente avallato dallo Stato e non possono essere i cittadini, da soli, a pagare il prezzo degli errori del passato.
L'esasperazione ha superato il limite di guardia e si è tradotta in una petizione capace di raccogliere quasi tredicimila firme in pochissimo tempo. Questa sera, 26 agosto, la voce di migliaia di cittadini illuminerà le strade di Pozzuoli con una fiaccolata di protesta e di speranza. La comunità flegrea rifiuta l'idea di essere lasciata sola di fronte a un pericolo costante ed esige che le istituzioni smettano di temporeggiare con tavole rotonde e promesse a vuoto. Al Governo si chiede di passare ai fatti, tutelando la vita delle persone prima che l'emergenza si trasformi nel peggiore degli scenari.