Campi Flegrei: continua la sequenza sismica dopo la forte scossa di magnitudo 4.7
L'INGV monitora il bradisismo a Napoli. Allerta gialla e ipocentri superficiali: le repliche continuano ma non indicano un'eruzione.
Nelle ultime ore l'area dei Campi Flegrei continua a essere interessata da una sequenza sismica significativa, iniziata con il terremoto di magnitudo Md 4.7 registrato alle 19:46 del 31 luglio 2026. I dati pubblicati nel catalogo ufficiale dell'INGV mostrano che, anche durante la notte e nelle prime ore del 1° agosto, l'attività sismica è proseguita con numerose repliche, alcune delle quali hanno superato magnitudo 3. Si tratta di una situazione che ha inevitabilmente attirato l'attenzione della popolazione, soprattutto perché il terremoto principale è stato avvertito distintamente in gran parte dell'area metropolitana di Napoli.
Tuttavia, per comprendere correttamente quanto sta accadendo, è fondamentale affidarsi ai dati scientifici e alle informazioni diffuse dagli enti ufficiali, evitando interpretazioni affrettate. Secondo il catalogo dell'INGV, dopo il terremoto di magnitudo 4.7 sono stati registrati numerosi eventi sismici distribuiti nell'arco di tutta la notte. Tra questi si segnalano un terremoto di magnitudo 3.8 alle ore 22:00 del 31 luglio e diversi eventi di magnitudo 3.1 nelle ore successive, oltre a numerose scosse comprese tra magnitudo 2 e 3. L'ultimo terremoto riportato nell'aggiornamento disponibile è stato registrato alle 08:12 del 1° agosto, con magnitudo 2.1, confermando che la sequenza risultava ancora in evoluzione al momento dell'ultimo aggiornamento.
Un elemento che emerge con chiarezza riguarda la profondità degli ipocentri. Tutti gli eventi principali della sequenza si sono verificati a profondità molto ridotte, generalmente comprese tra 0 e 3 chilometri, un valore perfettamente coerente con la sismicità che da anni caratterizza il fenomeno del bradisismo nei Campi Flegrei. La superficialità degli ipocentri spiega anche perché terremoti di magnitudo relativamente contenuta possano essere percepiti in maniera intensa dalla popolazione.
Dal punto di vista scientifico, ciò che si osserva rappresenta una tipica sequenza di repliche successiva a un terremoto principale. Dopo un evento di maggiore energia, infatti, è normale che la crosta terrestre continui a riassestarsi attraverso numerosi terremoti di magnitudo generalmente inferiore. Questo comportamento è ben noto in sismologia e non costituisce, di per sé, un'anomalia.
È importante sottolineare che la sola attività sismica non consente di prevedere un'eruzione vulcanica. L'INGV-Osservatorio Vesuviano ribadisce costantemente che lo stato del vulcano viene valutato attraverso l'analisi congiunta di numerosi parametri: deformazioni del suolo, sismicità, emissioni di gas, geochimica dei fluidi e altre osservazioni geofisiche. Soltanto l'interpretazione integrata di tutti questi dati permette di definire l'evoluzione del sistema vulcanico.
Attualmente il livello di allerta per i Campi Flegrei rimane Giallo, che corrisponde a uno stato di attenzione caratterizzato da un monitoraggio continuo e da un costante aggiornamento delle valutazioni scientifiche. Si tratta di una fase che richiede particolare attenzione da parte degli enti competenti, ma che non indica un'eruzione imminente. Il terremoto di magnitudo 4.7 rappresenta, ad oggi, l'evento più energetico registrato durante l'attuale fase di bradisismo iniziata nel 2005. Proprio per questo motivo ha prodotto una lunga sequenza di repliche che, secondo quanto mostrano i dati ufficiali, è ancora in corso.
L'energia liberata nelle ore successive appare complessivamente inferiore rispetto al terremoto principale, pur mantenendo una frequenza elevata di eventi, come spesso accade nelle sequenze sismiche di questo tipo. In questi momenti è comprensibile che possano diffondersi timori e notizie non sempre corrette. Per questo motivo è essenziale fare riferimento esclusivamente alle informazioni pubblicate dall'INGV-Osservatorio Vesuviano e dal Dipartimento della Protezione Civile, evitando conclusioni che non trovano riscontro nelle evidenze scientifiche.
La situazione continua a essere seguita in tempo reale dalla rete di monitoraggio dell'INGV, una delle più avanzate al mondo per lo studio dei vulcani attivi. Ogni nuova variazione dei parametri monitorati viene analizzata dai ricercatori e comunicata attraverso i canali istituzionali, garantendo un'informazione trasparente, aggiornata e basata esclusivamente su dati scientifici.