Campania, reati ambientali e illeciti amministrativi: l’altra faccia dell’emergenza ambientale

In Campania l’illegalità ambientale continua a rappresentare un’emergenza. Nel 2024 accertati 6.104 reati: la regione resta prima in Italia. E accanto ai procedimenti penali cresce anche il numero delle violazioni amministrative

01 ottobre 2026 14:02
Campania, reati ambientali e illeciti amministrativi: l’altra faccia dell’emergenza ambientale -
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Più di sedici reati ambientali ogni giorno. È la fotografia della Campania scattata dal Rapporto Ecomafia 2025 di Legambiente, che prende in esame i dati relativi al 2024. In un anno sono stati 6.104 i reati contro l’ambiente accertati nella regione, il 15% del totale nazionale. Un numero che conferma la Campania al primo posto in Italia.

Il dato, inoltre, non racconta un miglioramento. Al contrario: rispetto al 2023 i reati ambientali sono aumentati del 23%. Sono state denunciate 5.580 persone, 50 quelle arrestate e 1.431 i sequestri effettuati.

Numeri che riportano al centro dell’attenzione una questione che in Campania non è nuova, ma che continua a produrre conseguenze sul territorio: lo smaltimento illecito dei rifiuti, l’abusivismo edilizio, l’inquinamento e le violazioni legate alle attività produttive restano infatti tra i principali fronti sui quali si concentrano i controlli.

Napoli in testa

A guidare la classifica regionale è la provincia di Napoli. Nel 2024 sono stati 2.313 i reati ambientali accertati nel territorio provinciale. Subito dopo Salerno, con 1.321.

Il fenomeno, però, non riguarda soltanto le aree più urbanizzate. L’illegalità ambientale attraversa una parte consistente della regione e interessa anche i territori costieri, le aree agricole e quelle caratterizzate dalla presenza di attività industriali e produttive.

Non ci sono solo i reati

A complicare ulteriormente il quadro c’è il capitolo degli illeciti amministrativi. Si tratta di violazioni diverse dai reati penali, ma che rappresentano comunque un indicatore importante dell'attività di controllo e delle irregolarità riscontrate sul territorio.

Nel 2024, secondo Legambiente, in Italia sono stati contestati quasi 70mila illeciti amministrativi ambientali. Una massa di violazioni che comprende, tra l'altro, irregolarità nella gestione dei rifiuti, inosservanza delle prescrizioni e violazioni delle autorizzazioni ambientali.

In Campania il dato assume un peso particolare soprattutto nei settori maggiormente esposti all'illegalità. Nel ciclo illegale del cemento, per esempio, i dati più recenti del rapporto Mare Monstrum evidenziano 2.129 illeciti amministrativi, il numero più alto registrato a livello regionale in Italia per questa categoria.

La pressione sulle coste

C'è poi il capitolo del mare. Anche qui la Campania presenta numeri pesanti.

Nel 2024 sono stati accertati 4.208 reati ambientali lungo le coste campane, il dato più alto tra le regioni italiane secondo il rapporto Mare Monstrum. Abusivismo edilizio, inquinamento, gestione illecita dei rifiuti e violazioni legate alle attività sul demanio marittimo contribuiscono a comporre un quadro che interessa l'intero litorale regionale.

Il problema, dunque, non è soltanto quello delle grandi emergenze conosciute da anni. È anche quello delle tante violazioni di minore entità che, sommate, producono una pressione continua sull'ambiente.

La Terra dei Fuochi resta un simbolo

In questo scenario, la Terra dei Fuochi continua a rappresentare il simbolo più conosciuto dell'emergenza ambientale campana. Ma i numeri raccontano una realtà più ampia, che coinvolge l'intera regione.

La gestione dei rifiuti resta uno dei settori maggiormente esposti. Accanto ai grandi traffici illegali esistono infatti una serie di condotte irregolari che possono riguardare lo smaltimento, il trasporto e la gestione dei materiali.

Ed è proprio qui che la distinzione tra reato e illecito amministrativo diventa importante: non tutte le violazioni hanno la stessa gravità giuridica, ma tutte richiedono controlli efficaci e continui.

Una regione sotto osservazione

Il quadro che emerge dai dati è quindi quello di una Campania ancora sottoposta a una forte pressione sul fronte ambientale.

Il numero dei reati accertati non è un indicatore assoluto dell'intero fenomeno: dipende anche dall'intensità dei controlli e dalla capacità delle forze dell'ordine di individuare le violazioni. Ma rappresenta comunque un segnale significativo.

Per la Campania, dunque, il tema dell'ambiente resta strettamente legato a quello della legalità. Rifiuti, cemento, coste e inquinamento continuano a essere i principali fronti della battaglia, mentre il numero degli illeciti amministrativi mostra quanto sia ampia la zona delle irregolarità che precede o accompagna i reati più gravi.

Una fotografia che, ancora una volta, mette la Campania davanti a una doppia sfida: reprimere i fenomeni criminali e, nello stesso tempo, rafforzare prevenzione e controlli quotidiani sul territorio.

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