Campania, il cancro della corruzione: 285 indagati in 17 mesi
Il report di Libera svela un sistema diffuso basato sul voto di scambio e appalti pilotati. Venerdì scatta la protesta.
Venerdì 12 giugno 2026, l'associazione Libera promuoverà a Napoli e Benevento una serie di flashmob nell'ambito dell'iniziativa nazionale "Occhi aperti sulla corruzione", nata per denunciare e contrastare i 25 procedimenti giudiziari per corruzione e concussione che, dal 1 gennaio 2025 al 1 giugno 2026, hanno travolto la Campania portando all'iscrizione nel registro degli indagati di ben 285 persone.
La rete criminale emersa dalle indagini della magistratura fotografa un quadro allarmante, all'interno del quale spiccano i nomi di diciotto esponenti politici tra sindaci, assessori e consiglieri comunali o regionali. I reati contestati dalla procura spaziano dalla corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio fino al voto di scambio politico-mafioso, includendo la turbativa d'asta e l'estorsione aggravata dal metodo mafioso nelle gare pubbliche per l'erogazione dei servizi locali.
La ramificazione del fenomeno non conosce confini provinciali e stringe in una morsa l'intero territorio regionale, partendo dall'agro-aversano e dall'alto casertano per estendersi fino all'agro nocerino-sarnese, alla piana del Sele, al vallo di Lauro, all'agro nolano e all'area vesuviana. I vertici campani di Libera, Mariano Di Palma e Anna Garofalo, denunciano apertamente come questo sistema sia alimentato da relazioni tossiche tra colletti bianchi, criminalità organizzata e intermediari finanziari, provocando un'inevitabile perdita di diritti per i cittadini e un grave indebolimento della democrazia.
Il costo sociale di questo meccanismo illecito ricade interamente sulla popolazione civile, esasperando le storiche piaghe della regione come la disoccupazione e l'emigrazione dei giovani. Il coreferente Gigi Cannavacciuolo ha evidenziato il dramma delle famiglie campane che, in un contesto già segnato da alti tassi di povertà, si vedono scippare i servizi socio-sanitari e le cure mediche essenziali, trasformati da diritti costituzionali in favori personali da barattare secondo logiche clientelari.